1 - Prologo
Alcuni minuti dopo la resa dei conti.
Affacciati sulla baia dominata dal depuratore marino, due investigatori privati, uno miope e magro, l’altro astigmatico e robusto, osservavano il mare calmo di fine estate.
Erano fermi in quella posizione da alcuni minuti, in un silenzio carico di tensione che nessuno dei due si decideva a rompere. Ogni qual volta sembrava potesse nascere una discussione chiarificatrice, immediatamente distoglievano lo sguardo, fingendosi interessati a quanto accadeva nella piccola insenatura posta alcuni metri più in basso.
In essa, un gruppo di orsi polari impiegati al vicino zoo, approfittando della pausa pranzo, era intento a pescare di frodo con bombe di profondità.
Ad intervalli regolari sorde esplosioni rompevano la quiete della baia, segnando inesorabilmente la sorte di decine di pesci.
Proprio dopo una delle raccolte migliori, un ragioniere impiegato presso lo stesso zoo si avvicinò al gruppetto di orsi.
“Buongiorno a Lorsignori”, esordì nel tono pomposo che tanto amava sfoderare nei momenti importanti.
“Mi permetterei, se questo non arreca disturbo alla Loro” _ la lettera maiuscola si udiva chiaramente dal cambiamento di tono, ottenuto ripiegando la lingua su se stessa tre volte _ ”attività, di far Loro notare come esistano metodi molto migliori di procurarsi il pesce”.
“Grrrr” disse allora uno degli orsi più grossi il che potrebbe essere tradotto all'incirca così: “che vuole quello?”
“Grrrr”gli rispose un altro orso, il capo a giudicare dalla deferenza con cui veniva trattato: “lasciamolo finire di parlare prima di mangiarcelo”.
“Grrrr” convennero tutti gli altri orsi.
“Oooh, molto bene”__disse il contabile, ingannato dalla propria pessima conoscenza dell'orsesco __”Farò Loro un ragionamento semplice semplice. Per acquistare le bombe necessarie a pescare, Lorsignori possono usare soltanto i buoni pasto forniti dallo zoo, non prevedendo il Loro contratto alcuna retribuzione monetaria”
“Grrrr” osservarono diversi orsi.
“Esattamente, esattamente. Il controvalore dei buoni pasto non copre tutta la spesa, e così Lorsignori sono costretti a vendere di contrabbando grossi blocchi di ghiaccio ai leoni marini che dispongono invece di ampia liquidità”.
“Grrrr” esclamarono allora rabbiosamente diversi orsi, sentendo parlare dei loro acerrimi rivali.
“Giustissimo”_riprese il ragioniere_” Come risultato, la zona de leoni marini diventa sempre più magnificente, mentre la Loro gabbia sta diventando squallida. Non vorrebbero Lorsignori ritornare ad avere la gabbia più bella dello zoo?”
“Grrrrr” commentò più di un plantigrado, incuriosito dalla piega che stava prendendo il discorso.
“Devono sapere Lorsignori che questa situazione, oltre ad accrescere la boria dei leoni marini, causa allo zoo un grosso danno di immagine, poiché molti visitatori si indignano per le condizioni nelle quali vi trovate”_______________________________________ il ragioniere fece una lunga pausa per aumentare l'interesse_____________________________________________un'altra lunga pausa______________________________________________________e qui si accorse di avere un po' esagerato, e riprese immediatamente a parlare. “Ebbene, io dico che si può trovare una soluzione a questo stato di cose. Il pesce, anziché pescarlo con bombe o dinamite, lo fornirà Loro la pescheria 'Da Peppino'. In cambio Lorsignori dovranno sottoscrivere un contrattino con un impegno davvero minimo, irrisorio direi. Per i prossimi dieci anni, Loro dovranno unicamente presenziare ai compleanni dell'adorato figlio di Peppino, travestiti da clown. Dovranno inoltre prestarsi ad occasioni speciali quali prima comunione, cresima, maturità e, ma questo solo potenzialmente, addio al celibato dello stesso adorato fanciullo”_______________________________________________”Mi dicano, non è forse un affarone quello che vi sto proponendo?”
Il commento degli orsi, “Grrrrr”, non scoraggiò il contabile. “Ah, ma certo, ma certo, capisco. Lorsignori non vogliono far brutta figura con i loro amici allo zoo. Ebbene, abbiamo pensato anche a questo. Peppino farà in modo di consegnar Loro dei pesci con delle ferite simulate ad arte, che ingannerebbero chiunque, in modo che nessuno possa dubitare che Lorsignori non abbiano pescato da se medesimi il proprio pasto”.
Gli orsi si riunirono allora in un fitto cerchio attorno al proprio capo, che disse loro “Grrrrr”, ossia “Che razza di imbroglione, Peppino è suo cognato, me lo ha detto il pellicano della gabbia 7. Mi ha anche detto che quel figlio di lontra gli deve un sacco di soldi. E’ chiaro che vuole usare il nostro lavoro per estinguere il debito
Il commento dell'intero gruppo fu unanime: “Grrrrr”.
Senza più aggiungere altro, gli orsi circondarono allora il ragioniere e lo divorarono con gusto, gettandone i resti a mare.
Tutto questo complesso incrocio di destini passava solo di sfuggita nei pensieri dei due investigatori, che pure in altri tempi avrebbero potuto trarne ottime occasioni di lavoro e guadagno.
Il primo grosso caso risolto da loro era stata l’intricatissima disputa per “l’eredità Mirtarelli”.
Il commendator Mirtarelli, un eccentrico magnate del petrolio, aveva deciso di lasciare un fantastico patrimonio al primo erede che fosse stato capace di insegnare a Schienale, la sua amatissima cornacchia, un intero canto della Divina Commedia.
Alla lettura del testamento, tra i potenziali eredi si era scatenato un putiferio, ma alla fine tutti erano stati costretti a fare buon viso a cattiva sorte ed a turni prestabiliti parenti di ogni ordine e grado avevano iniziato a recarsi presso l’appartamento signorile del volatile, nel tentativo di svolgere l'ingrato compito.
Purtroppo per loro, Schienale aveva un carattere davvero pessimo e non voleva saperne di collaborare.
Viziata e boriosa, la cornacchia aveva frustrato tutti i tentativi degli eredi Mirtarelli, tanto che a sei mesi dall'apertura del testamento, ancora nessuno era riuscito ad ottenere l'eredità.
Una delle più attive ed intraprendenti in tutti quei mesi era stata Gennarina Mirtarelli, giovanissima nipote del magnate. Incurante degli sguardi sprezzanti che la cornacchia le riservava, aveva provato davvero di tutto per insegnarle a recitare il V canto dell'inferno. Si era avvalsa allo scopo di un team di psicoterapeuti, di un coach professionista e finanche di un domatore di tigri, ma nessuno aveva ottenuto il minimo progresso. Amareggiata e delusa dall'ennesimo fallimento, uscendo dalla casa di Schienale, un giorno si era ritrovata a fissare un enorme cartello pubblicitario riportante lo slogan “Dove e perché, sai com'è”, e le foto del miope e dell'astigmatico. Osservando le facce dei due investigatori, le era balenata un'idea per intascare l'eredità e senza perdere nemmeno un minuto aveva telefonato all'agenzia.
“Pronto”. Era stato il Miope a rispondere, l’Astigmatico non gradiva le conversazioni telefoniche.
“Buongiorno, sono Gennarina Mirtarelli, ho un problema, la cornacchia non collabora, i soldi non li posso avere, domani forse pioverà” lo stress accumulato aveva un po' leso il suo sistema nervoso, e adesso riusciva a formulare frasi solo a scatti.
“Chiaro, come possiamo aiutarla?”, aveva risposto tranquillamente il Miope, abituato a ben più complicate forme espressive dopo anni di frequentazione dell'Astigmatico.
“La cornacchia deve sparire, voi la rapite, voi la uccidete, noi impugniamo il testamento e forse domani non pioverà più”
“Ma così facendo, con ogni probabilità i soldi dovranno esser divisi tra tutti gli eredi” aveva ribattuto il Miope, che conosceva benissimo la vicenda, seguita quasi quotidianamente dai giornali e dalle tv.
“Si, lo so, ma meglio dividere che niente, mi accontento, non sopporto la pioggia”
“Mi ascolti, ho un'idea migliore, anche se un po' rischiosa. Passi a trovarci al più presto, ne discuteremo di persona.”
Il miope aveva avuto un'intuizione geniale: per uno strano scherzo del destino, anche la zia dell'astigmatico possedeva una cornacchia. A differenza di Schienale, questa era però molto educata ed a modo, tanto che spesso serviva il tè alle amiche della sua padrona seguendo alla perfezione il complesso cerimoniale della migliore tradizione inglese. Era inoltre appassionata di letteratura e spesso si dilettava a scrivere delle avventure immaginarie di Gaspare, un giovane botanico omosessuale che talvolta frequentava il salotto della zia dell’Astigmatico. Leggere i racconti scritti dal volatile all’insaputa di Gaspare, era uno dei maggiori divertimenti dell’anziana signora, che attendeva sempre con impazienza nuovi capitoli.
“Una cornacchia del genere non avrebbe nessuna difficoltà ad imparare e recitare un solo semplice canto di Dante, non crede?” aveva chiesto il miope alla giovane Mirtarelli, precipitatasi a rotta di collo nel suo ufficio.
“Si, ma non è Schienale, io a Schienale devo insegnare, Schienale deve recitare, c'è una commissione apposita che deve certificarlo, temo che potrebbe addirittura nevicare”
“In tutta onestà, lei saprebbe distinguere una cornacchia da un'altra? Guardi questa foto”__il miope aveva estratto da un cassetto una foto della cornacchia della zia dell'Astigmatico presa durante il ricevimento di un matrimonio di lontani parenti__”Mi sa dire chi è?”
“Schienale, Schienale, è quella stramaledetta schifosa cornacchia” aveva allora urlato la ragazza.
“Cosa le dicevo? Non c'è verso, nemmeno lei, che pure vede quel pennuto quasi tutti i giorni, è in grado di distinguerlo da un altro esemplare della stessa razza”
“Ma, ma, ma, ma...”
“Mi ascolti, tutto quello che ci occorre è che lei trovi il modo di far entrare me ed il mio collega nell'appartamento di Schienale, e noi provvederemo allo ‘scambio’”.
“Un modo ci sarebbe, il portiere di notte, mi adora, potrei distrarlo, voi potreste entrare”.
“Benissimo. Lei deve solo dirmi cosa vuole che ne facciamo di Schienale quando tutto sarà finito”.
“Fatene quel che ritenete opportuno, non ne voglio mai più sentire parlare. Vi aspetto stanotte, questo è l'indirizzo” aveva allora detto la giovane, porgendo un biglietto da visita fatto stampare da Schienale quando ancora il suo vecchio padrone era in vita. Subito dopo era uscita, visibilmente più rilassata di qualche ora prima.
Il Miope non aveva perso tempo ed aveva immediatamente chiamato l’Astigmatico, chiedendogli di rapire entro sera la cornacchia letterata e portarla all’agenzia, spiegandogli il motivo del gesto con voce carica di eccitazione ed aspettativa. Benché il collega fosse stato sulle prime un po’ restio a procurare un dolore alla zia, la prospettiva di guadagnare finalmente una bella somma e rimettersi in carreggiata lo avevano presto convinto.
Con la seconda cornacchia nelle loro mani, come previsto dal Miope, tutta l'operazione era poi filata liscia. La scambio era stato effettuato nottetempo e due soli giorni dopo Gennarina Mirtarelli aveva convocato l'apposita commissione, innanzi alla quale il V canto dell'Inferno era stato recitato alla perfezione.
Era stato così che la giovane aveva ottenuto l'eredità, l'agenzia era stata profumatamente pagata, mentre la cornacchia letterata aveva condotto da quel giorno una vita piena di lussi impersonando Schienale.
Quest’ultimo era stato invece regalato alla zia dell'Astigmatico, spacciandolo come regalo di consolazione dopo la "misteriosa fuga" della propria cornacchia.
Il vertiginoso assegno pagato dalla giovane Mirtarelli aveva consentito all'agenzia di ingrandirsi, e da quel giorno, complice una campagna pubblicitaria martellante, il lavoro non era mai più mancato.
Col passare degli anni i due si erano andati specializzando in un settore specifico: le cause di divorzio, in particolare quelle laddove le coppie in via di separazione rivendicavano il possesso del cagnolino di casa. Ingaggiare i due voleva dire vittoria pressoché sicura per una delle parti: essi avrebbero rivoltato la vita dell'altra parte come un guanto, trovandone perversioni ed atrocità tali che nessuna giuria avrebbe mai potuto affidarle l’indifesa creatura.
Dopo anni di lavoro ed innumerevoli notti passate strisciando nei bidoni della spazzatura alla ricerca dei più turpi segreti degli uomini, erano diventati più che fratelli. Riuscivano sempre ad intendersi con un semplice sguardo, facendo fronte comune a tutti gli ostacoli. La loro comprensione reciproca era una sorta di piccolo miracolo all’interno del genere maschile, abitualmente restio ad aprirsi verso individui dello stesso sesso (ed anche del sesso opposto, secondo l’opinione della maggior parte delle donne, di eminenti terapeuti e del colonnello Tempestoni, conduttore delle previsioni meteo in prima serata).
Tuttavia, una cliente ed un barboncino dal nome “Elettroforesi” li avevano adesso condotti alle spalle del depuratore
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