11 - Genesi

Molti molti anni prima della resa dei conti.

I suoi uomini non riuscivano ad organizzarsi e spesso si ostacolavano. Per fortuna al comandante venne

Il contrammiraglio logaritmico Megabyte stava compiendo il suo consueto giro d’ispezione mattutina nella base della Legione Forestale Anfibia. Dopo una lunga ed onorata carriera nei marines, da dieci anni era al comando di questa nuova unità d’elite, voluta fortemente dallo stato maggiore italiano dopo alcuni tragici fallimenti dei propri reparti di punta, culminati nell’incresciosa vicenda delle patate pentagonali. Si trattava di un ardito esperimento agricolo compiuto da un contadino semianalfabeta ed alcolizzato nei primi anni ottanta in provincia di Catanzaro. Stanco delle solite patate dalla forma completamente irregolare, questi si era messo in testa di coltivare tuberi aventi esattamente cinque lati, che sarebbero stati assai più semplici da sbucciare e tagliare, per la gioia di massaie e casalinghe. Dopo alcuni anni di tentativi infruttuosi, era finalmente riuscito ad ottenere un buon risultato impiegando degli speciali stampi ricavati dallo sterco dei maiali. Era arrivato alla soluzione in modo completamente casuale, una notte che si era ritirato a casa talmente ubriaco da scambiare la gabbia dei maiali per la sua camera da letto. Al risveglio si era ritrovato ricoperto di vario materiale di origine organica, tra cui un mirabile pentagono che, indurito e stemperato dal sole, si presentava come lo stampo perfetto. Per diversi giorni era ritornato trepidante nella gabbia dei maiali sperando di ottenere altri stampi, ma il miracolo non si ripeté. Dopo un mese di vana attesa aveva quasi deciso di rinunciare, quando gli venne un’intuizione geniale: i maiali non gli davano altri pentagoni perché non avevano nessuna istruzione. Ingaggiò lo stesso giorno il professore di matematica del vicino istituto tecnico che, per tre intere settimane, ogni pomeriggio insegnò ai maiali le basi della geometria euclidea. Il costo dell’operazione fu alto, ma venne ripagato dalla produzione in serie di perfetti stampi nel giro di pochi mesi.

Al successivo raccolto il contadino poté così vendere le patate di nuova concezione nei mercati locali, ed il successo fu così grande che ben prestò dovette quadruplicare la produzione annua, rifornendo anche molti dei supermercati della zona. Purtroppo per lui, l’interesse per le patate pentagonali andava ben oltre l’aspetto alimentare. L’insolita forma di tali tuberi, aventi tutti la stessa dimensione, insinuò infatti il sospetto che ci potesse essere qualcosa di sovrannaturale dietro la loro comparsa. Malgrado il contadino si affannasse a ribadire che il merito era tutto dei maiali, dimenticandosi del tutto del professore di matematica, verso il quale provava segretamente invidia ed astio a causa della sua aria di saputello, la gente vedeva negli ortaggi l’annuncio di una nuova era di pace e prosperità. Grazie al passaparola esse si diffusero rapidamente ed assursero in breve a simbolo di speranza e riscatto sociale. La fede nelle patate ben presto distolse molta gente dalle normali occupazioni: i consumi crollarono, l’assenteismo dagli uffici aumentò esponenzialmente e persino soap-operas e reality-show in tutto il circondario del catanzarese registrarono indici di gradimento in caduta libera. In alcune scuole ed uffici comunali si arrivò persino a sostituire il crocifisso con la patata pentagonale. La situazione era potenzialmente esplosiva: se il culto della patata si fosse esteso oltre i limitati confini della loro zona di produzione, si sarebbe rischiato un nuovo ordine nel quale i poteri consolidati non avrebbero più contato nulla. Da sempre, tuttavia, il primo interesse del potere è quello di preservarsi all’infinito e per questo il Parlamento istituì nella massima segretezza un’unità di crisi formata da ministri, produttori tv, iscritti alla massoneria e piloti di mongolfiere che avrebbe dovuto seguire l’evolversi della vicenda con la massima attenzione. Malgrado molti sforzi, la situazione sfuggì tuttavia al loro controllo ed il culto della patata continuò a diffondersi incontrollatamente, fin quando non rimase alternativa che un intervento radicale. La prassi in casi simili voleva che le autorità centrali subappaltassero il lavoro alla malavita locale, che avrebbe potuto risolvere il tutto in modo assai discreto e privo di clamore. Per l’occasione si decise tuttavia di procedere in modo diverso, sfruttando l’evento come una formidabile promozione per le forze armate, da tempo in crisi di popolarità e soprattutto di finanziamenti. Venne stabilito di ingaggiare una banda di cento ex analisti-programmatori, rimasti disoccupati dopo il crollo della new-economy che, travestiti da terroristi di una non meglio precisata organizzazione eversiva, avrebbero dovuto inscenare un tentativo di invasione dell’Italia. In base al piano essi sarebbero dovuti sbarcare sulle coste del tirreno a bordo di pedalò corazzati per poi risalire verso l’interno distruggendo tutto quanto incontrato lungo il cammino. Proprio quando la marcia li avrebbe condotti senza nessuna resistenza a transitare per il campo del contadino, sarebbero entrati in scena in una mirabile azione congiunta i reparti speciali di esercito e marina che, in diretta televisiva a reti unificate, avrebbero salvato la penisola da questa terrificante minaccia, annientando il poderoso esercito nemico. Incidentalmente, durante la battaglia tutte le piante di patate sarebbero state spazzate via da un micidiale composto sperimentale di napalm, nitroglicerina e sughi pronti al pesto che avrebbe reso il terreno sterile per centinaia di anni, cancellando per sempre il culto della patata a cinque lati.

Tutto era stato pianificato nei minimi dettagli: nessuno si sarebbe fatto davvero male ma, nella malaugurata ipotesi, le famiglie dei caduti avrebbero ricevuto come risarcimento uno sconto vitalizio del 5% su tutte le telefonate intercontinentali, gentilmente offerto dalla società di telecomunicazioni principale sponsor dell’evento. Tutta l’operazione era stata pianificata nel più piccolo dettaglio. Si era pensato finanche ai maiali, che sarebbero stati destinati ad un campo di lavoro e rieducazione ove avrebbero dimenticato tutte le nozioni apprese di geometria, per tornare a dedicarsi con il consueto entusiasmo alla produzione di salsicce e cotechini.

L’operazione iniziò sotto i migliori auspici, i pedalò raggiunsero la costa senza intoppi e la marcia iniziò spedita. Proprio quando i finti invasori erano a pochi chilometri dall’obiettivo, accadde però l’imponderabile. Tra gli analisti programmatori scoppiò una furibonda lite, generata da una banale discussione su chi fosse il più bravo a scrivere software di briscola elettronica. Dalle parole si passò ben presto ai fatti ed iniziò così un’indecorosa rissa che tenne impegnato il gruppo per diverse ore, facendo passare la missione vera e propria in secondo piano.

Ignari dell’accaduto, all’ora stabilita i reparti speciali entrarono regolarmente in azione, riversando una potenza di fuoco terrificante sulle ignare e disarmate patate, che caddero senza riuscire ad organizzare alcuna resistenza significativa. In base ai dati delle diverse società di rilevazione, una percentuale oscillante tra il 73 ed il 91 per cento dei telespettatori poté assistere in prime-time alla strage dei tuberi, evento che provocò una colossale ondata di sdegno e proteste anche di natura legale. Pur avendo debellato la minaccia delle patate, l’esercitò uscì dalla vicenda in pezzi. Tutto lo Stato Maggiore venne degradato, i reparti speciali vennero sciolti, mentre gli analisti programmatori vennero assunti in blocco da una primaria società di consulenza, che li licenziò dopo una sola settimana a causa di un repentino ed imprevedibile mutamento del mercato.

Fu proprio dopo quei terribili giorni che la Legione Forestale Anfibia vide la luce, affidata alle sapienti mani del contrammiraglio Megabyte, strappato ai marines in cambio della torre di Pisa più svariati milioni di Euro. Grazie alla sua condotta inflessibile ed autoritaria, la Legione si guadagnò sul campo fama e rispetto, tanto che divenne uno dei migliori corpi d’elite del mondo, qualificandosi spesso per il prestigiosissimo campionato mondiale delle teste di cuoio.

A tutto questo pensava soddisfatto e pieno di orgoglio il contrammiraglio logaritmico al termine dell’ispezione quando, come da abitudine, andava a rinfrescarsi nel luccicante bagno ufficiali, unica concessione al lusso in una vita altrimenti del tutto spartana. Una brutta sorpresa lo attendeva però quella mattina: il prezioso lavandino in roccia vulcanica era scomparso.

Al suo posto trovò una pozza d’acqua ed un biglietto con un inquietante messaggio.

Non avete capito, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.

Non potete continuare su questa strada, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.

C’è un limite e voi lo avete superato, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.

Adesso la nostra pazienza è finita, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.

Se non la smettete di distruggere le altre creature di questo pianeta, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.

Pagherete un prezzo altissimo, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.

Il vostro preziosissimo lavandino lo abbiamo preso senza nessuno sforzo, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.

Possiamo spazzarvi via facilmente, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.

Tenete a mente questo avvertimento, non ce ne saranno altri, anche se noi vi abbiamo avvisato tante volte.

E poi non dite che non vi abbiamo avvisato.”

Un brivido di terrore salì lungo la schiena del militare: i procioni si erano introdotti nella sua inviolabile base, irridendolo platealmente. Non c’erano dubbi, quello era il loro tipico stile canzonatorio. Molte volte aveva ricevuto rapporti sull’accresciuta pericolosità dei procioni, ma li aveva sempre liquidati come sciocchezze.

Il giorno che una di quelle stupide bestie dimostrerà di saper distinguere tra la propria coda ed un accumulatore al piombo mi ritirerò a pescare trote nelle montagne rocciose” aveva addirittura dichiarato durante una puntata del più seguito talk show del venerdì sera. Se la notizia dell’accaduto si fosse diffusa, sarebbe divenuto lo zimbello delle forze armate e di tutta quella gente che lo aveva visto in tv e che lo fermava continuamente per chiedergli autografi, raccomandazioni per i propri figli e consigli sulla cottura della crostata di albicocche. Doveva assolutamente ritrovare il lavandino prima che qualcuno ne notasse lo scomparsa. Poi avrebbe potuto fare i conti con quelle bestiacce una volta per tutte. Tuttavia egli era un personaggio troppo conosciuto per effettuare delle ricerche senza dare nell’occhio oltre che, anche se detestava ammetterlo, ormai troppo vecchio per quel genere di operazioni. Quello che ci voleva era una persona fidata, dai nervi d’acciaio e dalla discrezione assoluta, e lui aveva nella Legione un soldato del genere. Fece immediatamente chiamare la zia dell’Astigmatico, arruolatasi da appena due anni ma già molte volte distintasi per la propria abilità in battaglia e l’obbedienza assoluta al corpo. Ella proveniva da una famiglia molto povera e, a differenza della sorella che si spaccava la schiena per quattro soldi in un ristorante cinese nell’attesa di un uomo che la portasse via ricoprendola di soldi, non aveva nessuna intenzione di guardare i ricchi dall’altro lato della strada. Per questo si era arruolata: nella Legione avrebbe ottenuto denaro e potere a profusione, bastava seguire le semplici regole della vita militare, per la quale aveva scoperto di possedere un naturale talento.

Le bastò uno sguardo scambiato con il contrammiraglio per rendersi conto della estrema gravità della situazione. Senza indugiare un solo minuto, si mise alla ricerca del lavandino, astutamente travestita da venditrice di ghiacciai morenici.

La sua indagine iniziò dai bassifondi della città. I rapporti dei servizi segreti dimostravano infatti uno stretto legame tra i procioni e la feccia della società; alcolizzati, barboni, prostitute e mendicanti erano tutti legati in qualche misterioso modo agli orsetti e toccava a lei sfruttare questo collegamento per raggiungere il lavandino. Con la scusa di presentare il proprio campionario di seracchi, creste e sfasciumi morenici, trascorse un’intera settimana tra i reietti della società. Lusingò, corruppe, offrì denaro ed alcol, all’occorrenza minacciò e picchiò senza pietà, ed infine ottenne l’informazione cercata: l’accesso al misterioso regno dei procioni era una botola nascosta nelle cucine del ristorante “Al calamaro isoscele”.

Due sere più tardi, approfittando della confusione per il ricevimento offerto dai conti Balconi dopo la recita scolastica nella quale il loro secondogenito recitava il ruolo della lampada alogena, la soldatessa si intrufolò furtivamente nelle cucine del ristorante. Cercò a lungo la botola, che riuscì ad individuare dopo molte ore e solo grazie all’occhio addestrato in centinaia di missioni ad alto rischio, sotto il criptico cartello “Pulire attentamente la coda prima di attraversare la botola”.

Attenta a non farsi notare dagli indaffarati cuochi e camerieri, con il cuore in gola varcò il passaggio. Si ritrovò in un buio tunnel che scendeva velocemente verso l’ignoto. Pur terrorizzata, impedì alle proprie paure di avere il sopravvento, e con la fida pistola d’ordinanza in pugno iniziò la discesa. Camminò per molte ore nel buio, senza mai incontrare segno di vita, e continuò a scendere anche quando stanchezza e sfinimento iniziarono a piegare le gambe ed indebolire la volontà. Dopo due giorni ininterrotti di cammino, improvvisamente la discesa finì e lo stretto tunnel lasciò il posto ad un’ampia caverna ben illuminata, attraversata da un fiume cristallino che formava un laghetto. Esattamente al centro del lago era posta una piattaforma con sopra il lavandino del bagno ufficiale. Non ebbe nemmeno il tempo di rallegrarsi per la propria bravura e fortuna, che si ritrovò circondata da centinaia di procioni che la fissavano senza emettere un suono.

La stavano evidentemente aspettando.

Seguici, giovane creatura” le disse Dieci-Segretarie, il capo della guardia dei procioni.

Senza palesare nessuna emozione, la zia dell’Astigmatico si lasciò scortare da un piccolo drappello di orsetti nella sala delle udienze, ove il senato dei procioni al completo era in attesa del suo arrivo.

Benvenuta, giovane creatura”, l’accolse Agente-Pluridecorato, il senatore più anziano.

Benvenuta? Come osi dire tale falsità dopo tutto quello che avete fatto, misero topo?” rispose lei con voce carica d’odio.

La giovane creatura si riferisce probabilmente al suo lavandino” disse allora Panettiere-Veloce, un giovane senatore alla sua destra.

Non solo al lavandino, schifoso. Credi forse che non sappiamo che ci volete uccidere tutti? Credi che ce ne staremo con le mani in mano mentre vi alleate con quei maledetti traditori amici vostri per attaccare l’umanità intera?

Quanto inutile astio nelle tue parole, giovane creatura” rispose Vecchia-Utilitaria, un canuto e rispettabile orsetto seduto al centro dell’emiciclo.

E’ tipico della tua razza un comportamento di violenza fisica e verbale, non giustificato e non necessario, giovane creatura.” continuò.

Smettetela di chiamarmi giovane creatura, sono un sergente della Legione.”

Ha si, la Legione, l’Esercito, le bombe….. noi non abbiamo nulla di simile, giovane creatura.” ­- la interruppe Kit-Viva-Voce - “eppure viviamo in pace ed in armonia da migliaia di anni. Ti sei mai chiesta se c’è un senso in tutto questo, giovane creatura?

Incredibilmente, l’atteggiamento di calma assoluta dei procioni e la loro mancanza di ostilità placò tutta la furia della Zia dell’ Astigmatico.

Certo che c’è un senso, la Legione ci difende dai nemici e ci aiuta a mantenere la pace. Inoltre in essa io ho trovato onore e rispetto, ed un giorno mi darà tutte le cose che adesso non posso avere” rispose allora, con molto più trasporto e sincerità di quanto avrebbe dovuto di fronte a dei nemici.

E quali sono queste cose, giovane creatura?” chiese cortesemente Piccola-Cameriera, una giovane orsetta con uno sbarazzino nastro rosa legato alla coda.

Be, innanzitutto potrei comprarmi il robot multi funzione StraziaVerdure che tutte le famiglie ricche possiedono” rispose la Zia dell’Astigmatico, cui l’atmosfera rilassata aveva ormai tolto ogni residuo di ostilità.

Poi potrei fare l’abbonamento premium ad una clinica di chirurgia estetica che mi garantirebbe ben sette liposuzioni e due interventi maggiori ogni anno; rimarrei sempre giovane e desiderabile. Infine potrei permettermi la super crociera intorno al mondo in una suite da 150 metri quadri con piscina e base missilistica privata. Tutto il meglio, insomma. E per avere questo sono disposta a tutto.

Mia giovane creatura” rispose Due-Magazzinieri, un robusto procione seduto poco sopra di lei – “hai mai pensato al vero prezzo di queste cose che voi umani desiderate con tanta avidità? Ad esempio, per un singolo robot StraziaVerdure occorrono 1000 ore di lavoro di operai della vostra stessa razza che devono prima assemblarne tutte le parti e poi sacrificare la propria mano sinistra per testarne il corretto funzionamento. Ti sembra giusto questo dolore in cambio di un bene del tutto superfluo?

Ma io, veramente” cercò di ribattere la soldatessa, assai confusa.

E cosa mi dici dell’abbonamento premium, giovane creatura?” –incalzò Lungo-Autoarticolato – “lo sai cosa c’è dietro l’industria della bellezza? Soltanto paura; chi vi governa non vuole esseri felici, perché la felicità genera rilassatezza e la rilassatezza abbatte le differenze tra umano ed umano. La paura invece scopre i vostri nervi, vi rende iperattivi e giustifica in definitiva le profonde disuguaglianze nel vostro mondo come necessarie per la vostra stessa sopravvivenza. Non dovete sentirvi né belli né appagati né in pace con voi stessi, ma sempre non adeguati, troppo magri, troppo grassi, troppo vecchi. Questo è il motore che spinge la vostra società.

La vostra razza è incapace di visione oggettiva delle cose, giovane creatura”-- continuò Stock-Option “-- vi comportate come se foste l’unica forma di vita su questo pianeta, arrogandovi il diritto di definirvi il prodotto finale dell’evoluzione. Non sapete forse che i dinosauri hanno regnato incontrastati per milioni di anni prima di averne abbastanza e trasferirsi in un’altra galassia? Voi umani non durerete nemmeno la metà della metà della metà. E poi tutte le vostre assurde teorie di poter distruggere il pianeta con le vostre stupide opere. Non fermerete certamente la vita, semplicemente riuscirete a rendere la Terra inadatta alla vostra specie. Altre creature intelligenti si adatteranno all’ambiente quando spazzatura e fumi pestilenziali vi avranno definitivamente seppellito

Io, io…non sapevo…..davvero non..” riuscì soltanto a dire la Zia dell’Astigmatico, ormai sull’orlo delle lacrime.

Purtroppo per lei, quello era solo l’inizio. Uno alla volta, tutti e trecento i senatori presero la parola, demolendo con logica inappuntabile moltissime abitudini e tradizioni secolari del genere umano. Fecero la fine dello StraziaVerdure, tra le altre cose, il gioco del calcio, la televisione, il vetro smerigliato, le previsioni meteo del colonnello Tempestoni, le scale a chiocciola, i pagamenti a rate, lo schiaccianoci, ed un elenco lunghissimo di altre attività e beni di consumo.

Al termine della requisitoria, la Zia dell’Astigmatico si sentiva come se un treno le fosse passato sopra. Ciononostante provava un gran senso di liberazione. I procioni le avevano aperto gli occhi: per tutta la vita aveva inseguito falsi ideali ed ascoltato falsi profeti. Tra gli uomini c’erano odio ed avidità sopra ogni altra cosa, tra i procioni vi erano armonia e rispetto. Giurò solennemente che mai più avrebbe dubitato delle buone intenzioni degli orsetti, e che soprattutto si sarebbe impegnata per cambiare la società degli umani.

Non appena congedatasi dai procioni ritornò alla base della Legione, ove svergognò pubblicamente il contrammiraglio Megabyte rivelando la storia del lavandino con dovizia di particolari imbarazzanti suggeritile dai procioni. Subito dopo lasciò per sempre la Legione, impegnandosi anima e corpo nel sociale e nella difesa della natura. Ingaggiò da quel giorno epiche battaglie in difesa dei diritti dei lombrichi, dei piranha vegetariani e soprattutto delle cornacchie. Queste ultime erano all’epoca pericolosamente minacciate dalle multinazionali dell’abbigliamento sportivo, intenzionate ad usarne il piumaggio per produrre boxer tecnici ad alto assorbimento di sudore, che gli atleti avrebbero potuto mostrare alle telecamere subito dopo la fine dei loro incontri senza imbarazzanti macchie. La crociata in difesa dei volatili si rivelò assai ardua, ma le diede anche enormi soddisfazioni, sino a farle recitare un ruolo involontario nell’eredità Mirtarelli e ad “ottenere” l’affidamento di Schienale.

Costante ed inscalfibile, tra gli alti e bassi delle sue battaglie, rimasero in tutti quegli anni la sua ammirazione e la cieca fiducia nella bontà dei procioni, mai neppure per un secondo messa in dubbio. Persino nei giorni più bui, quando ogni speranza nell’avvenire le sembrava perduta, le bastava ritornare col pensiero agli ultimi minuti trascorsi con i procioni per sentirsi subito sollevata.

Gli orsetti, subito dopo il suo giuramento, le avevano infatti conferito un grandissimo onore e pesante responsabilità allo stesso tempo. Prima di congedarsi Agente-Pluridecorato le aveva infatti detto: “Giovane creatura, noi leggiamo nel tuo cuore purezza e bontà. Quando tornerai nel tuo mondo, adesso che i tuoi occhi sono stati aperti e le pastoie delle menzogne spezzate, avvertirai tutto il peso dell’ingiustizia dei tuoi simili. Saranno anni terribili, di dolore e sconfitte, lacrime e fiction insulse, ma non dovrai perdere la speranza. Un giorno le cose cambieranno. Quando i tempi diverranno maturi, la grande nazione dei procioni si muoverà per ristabilire l’ordine naturale delle cose. Un segretissimo Piano è in atto da diversi anni. Generazioni di procioni hanno agito nell’ombra per gettare le fondamenta del Piano e molti orsetti sono in questo stesso momento nel mondo degli uomini in rischiose operazioni a contorno.”

Dietro solenne giuramento di segretezza, i dettagli del Piano le furono allora rivelati e venne congedata con parole di gran conforto

Abbi fede in noi, giovane creatura. Abbi sempre fede e speranza, e va in pace.