15 - Interludio

Cinquanta giorni prima della resa dei conti.

Arrampicato sullo scoglio di fronte alla baia che nemmeno i resti del depuratore marino riuscivano a deturpare fino in fondo, l'ex capitano di industria Ottonello Bolzoni soppesava la pietra legata al proprio collo. Era fermo in quella posizione da una settimana, incapace di muovere il passo che avrebbe posto fine ai suoi tormenti. Tanto che pur di rimandare la fatidica decisione fingeva di prestare attenzione a ciò che accadeva nella piccola insenatura prossima al suo riparo.

La quiete era durata molto poco; decine di persone indossanti le tute con l'effigie della Grandi Opere Ambientali Rischiose si muovevano freneticamente sulla spiaggia, impegnati in poco chiare attività. Si davano da fare con grande impegno e la loro dedizione alla ditta riportò Bolzoni ai bei tempi, quando anche lui credeva di poter contare su dipendenti fidati.

Qualsiasi dipendente dell’azienda Bolzoni sarebbe stato pronto a giurare che se in ditta c’era un dipendente soddisfatto del suo lavoro, quello era l’Antonazzi. Alcuni, nel corso dell’annuale indagine condotta dal solerte ufficio del personale, furono costretti a sottoporsi alla macchina della verità, e di fronte alla domanda “chi è secondo te il dipendente più soddisfatto della nostra ditta?”, tutti risposero senza esitazioni: “Antonazzi”. Molte più resistenze causò invece la domanda: “hai mai acquistato il primo numero della serie ‘Cofani rari’, in edicola con una riproduzione del baule posteriore della Lancia Pigreco?”, ma l’ufficio del personale grazie all’elettroshock ottenne tutte le risposte che cercava.

Gli ultimi eventi non avevano fatto altro che rafforzare questa convinzione. Prima il licenziamento della foca Bice, con la conseguente promozione dell’Antonazzi a foca, nonché a responsabile del dipartimento “ricerca e sviluppo”, settore “automazione sanitaria”, reparto “tecnologie telecinetiche”. In seguito il brevetto del sistema “Niagara” gli era valso l’ulteriore promozione a foca monaca, tanto che anche i trichechi del settore dirigenziale iniziavano a guardarlo inquieti, timorosi per la sua repentina ascesa nell’organigramma.

Nessuno avrebbe mai potuto sospettare neppure vagamente che dentro di sé, nell’intimo della credenza a due ante in cui era solito chiudersi per lavorare, Antonazzi era in realtà profondamente insoddisfatto e assetato di vendetta. Anzi, le promozioni e i riconoscimenti non facevano altro che renderlo più furibondo e livido di rabbia impotente.

Anche quel momento, appena entrato in ufficio, subito abbassò le persiane e chiuse la porta a doppia mandata, guardandosi sospettoso attorno. Si assicurò che la vite canadese fosse arrampicata al muro opposto da dove non poteva spiarlo, e si chiuse nella sua credenza, portandosi le dita alle tempie per concentrarsi ed escogitare nuove forme di sabotaggio.

Non era un sentimento nuovo, ma fin dalla sua assunzione Antonazzi aveva covato odio e rancore verso Ottonello Bolzoni: fin dai primi mesi di lavoro, quando ancora era assegnato al ruolo di correttore di bozze per i libretti di istruzioni degli accessori sanitari, non aveva mancato di attentare alla solidità aziendale mediante sottilissimi gesti di dissenso.

A quei tempi la sua protesta si concretizzava in ardite e rischiosissime contraffazioni dei libretti di istruzioni. Era solito concentrarsi sui verbi intransitivi, e sostituire un passato remoto posto in un punto cruciale delle istruzioni, con un trapassato remoto al passivo. Oppure cambiava un ausiliario fondamentale per la comprensione dell’intero libretto, in modo da gettare nel panico il lettore.

Ricordava ancora con un fremito misto di piacere e di terrore quella volta in cui sulle istruzioni di un bidè a risonanza aveva cambiato un “sarebbe dovuto essere” in “avrebbe dovuto essere”, causando un’inchiesta degli affari interni a caccia dell’autore del sabotaggio.

Il vespaio suscitato lo aveva costretto a restare tranquillo per qualche mese e a cambiare la sua strategia per non attirare ulteriormente l’attenzione della direzione sui libretti di istruzioni che passavano dalle sue mani.

Decise allora di adottare un altro mezzo di sabotaggio. Con i proventi degli straordinari notturni, pagò di tasca propria per far pubblicare delle offerte di lavoro a nome Bolzoni per le posizioni più improbabili.

Il primo esperimento fu un modesto annuncio, giusto per saggiare il terreno.

SPECIALISTA MACCHINE SPECIALI

E' ricercato da prestigiosa multinazionale leader a livello mondiale nel suo settore. Ci si rivolge ad una persona con un'esperienza maturata nel settore specifico, dotata di forte orientamento ai risultati e capace di operare in contesti fortemente competitivi, priva di titoli di studio con corso legale e non intestataria di immobili adibiti ad uso box.

E' richiesta una forte motivazione al lavoro di inserimento dati sotto dettatura senza l’ausilio di mezzi come e . Inquadramento con contratto di apprendistato.

L’ufficio del personale fu invaso di curricula inattesi e inspiegabili che ne bloccarono l’attività per diversi giorni, cose che fece capire all’Antonazzi di essere sulla strada giusta. Fremeva di adrenalina per l'ardire del suo gesto, senza riuscire a nascondere un senso di colpa elettrizzante e dolcemente trasgressivo.

Lasciò passare più di un mese, e poi esaurì gli ultimi risparmi pubblicando su diverse testate nazionali un altro annuncio messo a punto in lunghe settimane di bozze e di cesellature notturne.

RESPONSABILE SETTORE INTIMO

Siamo una multinazionale leader nella Grande Distribuzione Organizzata (non food), presente sul mercato con un'insegna storica e riconosciuta. In un contesto di crescente potenziamento delle nostre strutture, cerchiamo una persona grintosa ed intraprendente, che conosca le logiche della GD e DO locali, che sappia rapportarsi efficacemente con lo scenario di vendita.

L'obiettivo della posizione è:

  • sviluppare le linee intimo in seta, cercando nuove opportunità di business;

  • fotocopiare i report di vendita dei prodotti di competenza;

  • coordinare eventuali attività relative all'idraulica degli iniettori common rail aziendali;

  • fare benchmark sulla concorrenza che sponsorizza le previsioni del tempo in prima serata del colonnello Tempestoni.

Requisito fondamentale è l’aver maturato alcuni anni di esperienza nel campo delle tecnologie innovative di saldatura su sistemi di movimentazione interna. È gradita la residenza nella zona nord di Torino o in qualsiasi altra città purchè in prossimità di un cementificio.

Tempo due giorni e l’ufficio del personale fu completamente congestionato dalla mole di curricula ricevuti, costringendo lo stesso Ottonello Bolzoni a smistare personalmente la posta in ingresso. Bolzoni il quale, furibondo per la situazione creatasi, umiliò di fronte a tutti i dipendenti il capo del personale per aver lasciato che qualcuno facesse stampare un simile annuncio destabilizzante, dandogli pubblicamente durante una causa caffè del “non euclideo”.

Antonazzi dovette reprimere dei veri e propri fremiti di eccitazione di fronte al successo del suo piano, e chiese un anticipo sul TFR in contanti e banconote non segnate, per poter finanziare una nuova inserzione ancor più devastante.

Furono questa volta necessari solo pochi giorni di macchinazione e poi su Repubblica, Corriere della Sera e Uomini e Camion, campeggiò la nuova offerta di lavoro a nome dell’ignara azienda Bolzoni.

KEY ACCOUNT MANAGER BUYER MONOMANDATARIO MULTISERVICE

Il/la candidato/a ideale ha un'età compresa tra i 20 e i 21 anni e possiede almeno 2 lauree in materie umanistiche ma non speleologiche; proviene da un'esperienza di produzione/manifattura e di gestione di progetti in aziende produttrici di componenti in metallo per sedie da ufficio e particolari da montaggio. È in grado di operare sul campo ed è abituato/a a organizzare il proprio lavoro per obiettivi. Infine il/la candidato/a ha delle ottime attitudini relazionali, motivato/a, capacità di lavorare con ed attraverso il team proattivamente e con metodo.

Conosce inoltre il significato della parola “proattivamente”.

Mission: l’obiettivo è di fornire al cliente/i un servizio e prodotto/i qualitativamente elevati attraverso lo svolgimento organizzato e tempestivo delle proprie mansioni. La posizione prevede attività operative, predisposizione al contatto con il cliente, interesse per la ristorazione, la nutrizione/u e il ciclo di sintesi proteica in genere.

È necessaria l'auto propria (metallizzata) per il raggiungimento della sede aziendale.

Costituirà elemento di preferenza l’appartenenza alle categorie protette e/o al regno vegetale o un grado di stretta parentela con un’otaria.

L’impatto dell’annuncio fu devastante e mise in ginocchio l’intero processo produttivo dell’azienda Bolzoni. Ottonello, in preda al panico si rivolse ad una notissima Accademia che ogni anno sfornava la crema dei manager destinati alla grande industria. Venne inviato in suo soccorso il ragionier Ringhiera, notissimo esaminatore e forgiatore di rampanti squali d’azienda.

Ringhiera capì subito che c’era un solo modo di uscirne, ed era il vecchio ma sempre attuale “se non puoi batterli, unisciti a loro”. Fu così che Bolzoni, invece di ribellarsi alla macchinazione, rispose ai curricula ricevuti e nel giro di pochissimi giorni completò le formalità per l’assunzione di molti candidati, fra cui cinque appartenenti alle categorie protette, alcuni trichechi come dirigenti e la foca Bice, che venne messa a capo di Antonazzi.

Una terribile depressione colse proprio l’Antonazzi, solo in minima parte placata dall’assunzione, in seguito a un ricorso, anche della vite canadese che gli risultò subito simpatica e che sarebbe poi divenuta sua fedele compagna d’ufficio.

Il suo piano si era ritorto contro di lui, e questo gli causò una enorme frustrazione.

Abbandonò ovviamente la pista delle false offerte di lavoro e per mesi non riuscì più ad escogitare alcun sabotaggio a causa dello smacco subito.

Solo negli ultimi tempi Antonazzi aveva ritrovato la verve di un tempo. Aveva iniziato con dei post-it fuorvianti appiccicati sulle scrivanie dei colleghi, tipo “Ricordarsi di compilare modulo Q7”, oppure “Conquistare il fondo e crossare teso”.

La confusione generata dai suoi post-it lo rincuorò, e allora colpì a livello più diffuso, affiggendo nottetempo il cartello “In questa sala non è consentito consumare la merenda” all’interno di una sala riunioni. Il management ne rimase disorientato. Significava che in altre sale riunioni si poteva scroccare una merenda? E dove? In seguitò subentrò la morbosa tentazione del proibito, e insospettabili dirigenti trascorrevano importanti riunioni addentando di nascosto pane e marmellata.

Ottonello Bolzoni in quel momento aveva appena terminato di richiamare un manager pluridecorato sorpreso in riunione con un cestino contenente un sandwich e una gazzosa, e stava pensando che doveva porre fine a quegli atti di sabotaggio. Giusto quel mattino aveva trovato in mensa il cartello “Zona a carattere alluvionale”, che avrebbe potuto generare una tragedia in pausa pranzo.

Mentre cercava sull’agenda il numero di emergenza del ragionier Ringhiera per chiedergli un nuovo intervento risolutivo, improvvisamente gli squillò il telefono. Rispose allegro, dicendosi che sicuramente si trattava di Clotilde che lo chiamava per raccontargli qualche nuovo e gustosissimo aneddoto sullo zio.

“Pronto?”

La voce dall’altra parte, con sua grande sorpresa, non era affatto quella di Clotilde.

“Ragazzo mio, prendi nota. In un sistema Galileiano correttamente funzionante non dovresti essere costretto a spostarti rispetto al sistema di riferimento per defecare.”

Bolzoni rimase allibito.

“Prego?”

“Figlio mio, Newton ci ha riportato alla giustizia della gravitazione anglosassone.”

“Scusi?”

“Pronto? Figliolo?”

“Figliolo? Ma chi…”

“Oh, mi scusi, devo aver sbagliato numero!”

L’Esa-Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot Senior riattaccò bruscamente, imbarazzato per il suo errore.

Dall’altra parte Bolzoni sollevò le spalle. Un bizzarro personaggio, fissato con la dinamica e la fisica, indubbiamente.

Ritornò a cercare il numero del ragionier Ringhiera, quando Clotilde irruppe nel suo ufficio, con al seguito Elettroforesi.

“Caro, avremmo bisogno di più spazio in casa.” – esordì senza troppi convenevoli.

“Più spazio?” Bolzoni si illuminò “Vuoi dire che… Cioè tu… Noi…”

“Ma cosa dici? No, non sono incinta! È per Elettroforesi. Non possiamo lasciarlo in quella misera dependance con solo tre stanze, un bagno e un solo campo di pelota basca, ti pare?”

Bolzoni guardò il barboncino che lo fissava con sguardo sprezzante e altezzoso.

“E dove pensi di…”

“La tua taverna. Mi sembra l’ideale. Certo dovremo fare un po’ di spazio.”

Bolzoni si sentì mancare. La sua taverna?!?!? Quello era il luogo in cui conservava tutti i cimeli della sua collezione di oggetti smarriti. Il busto in terracotta di Lincoln, il cratere originale di Krakatoa, un videoregistratore contenente due scoiattoli, quattro stuzzicadenti disposti a pentagono, l’urlo di Munch originale registrato su cassetta, e centinaia di altri cimeli inestimabili…

E Clotilde voleva “fare un po’ di spazio”?

Ottonello Bolzoni guardò con occhi carichi di odio il barboncino Elettroforesi, che invece lo ignorava, tutto intento a cotonarsi la permanente bianchissima.

“Mi raccomando, caro, non fare tardi a cena, stasera. Ci sono i vicini ospiti da noi.”

Clotilde scomparve con il suo odioso barboncino.

Ottonello si lasciò cadere sulla poltrona.

Si era reso conto che se n’era andata senza raccontargli nessun aneddoto sullo zio.

Non poteva finire così. Non poteva.