<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627</id><updated>2007-07-02T10:07:37.371+02:00</updated><title type='text'>Testa di Pinguino</title><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/index_blog.html'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default'/><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://www.testadipinguino.com/atom.xml'/><author><name>testadipinguino</name></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>18</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-4296106452346644585</id><published>2007-06-24T19:08:00.000+02:00</published><updated>2007-06-26T22:56:06.096+02:00</updated><title type='text'>16 - Frapposizione</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Un mese dopo la resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="justify" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Affacciati sulla baia dominata dal cantiere per la costruzione di un nuovo depuratore marino, due investigatori privati, uno miope e magro, l’altro astigmatico e robusto, osservavano il mare calmo di fine estate. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Erano fermi in quella posizione da un mese, in un silenzio carico di tensione che nessuno dei due si decideva a rompere. Ogni qual volta sembrava potesse nascere una discussione chiarificatrice, immediatamente distoglievano lo sguardo, fingendosi interessati a quanto accadeva nella piccola insenatura posta alcuni metri più in basso alla loro posizione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutte le troupe televisive erano nuovamente all’opera, intente a disputarsi con ogni mezzo il personaggio del momento. Al centro dei riflettori, il neo vicedirettore esecutivo della “Grandi opere ambientali rischiose” rispondeva alle domande con la consueta sicurezza. I poveri abiti da manifestante arrabbiato erano stati sostituiti da un completo grigio polveri-sottili, mentre gli anfibi da corteo avevano lasciato il posto a costose scarpe in opossum, linde come appena indossate, malgrado avessero calpestato la sabbia umida e la bava verde di un gabbiano stramazzato privo di vita a poca distanza. Con gli eleganti mocassini il giovane girò delicatamente il cadavere dell’uccello, in modo che la sua triste sorte fosse ripresa chiaramente dalle telecamere. Contemporaneamente attaccò con misurata ma decisa foga tutta la categoria degli ambientalisti, la cui scriteriata azione non solo aveva causato una perdita di milioni di euro alla sua compagnia, ma aveva in definitiva danneggiato lo stesso ambiente che professavano voler difendere. In un capolavoro di diplomazia, lasciò intendere senza dirlo che sarebbe stato un bene vedere quei facinorosi condannati almeno all’ergastolo. Le sue parole di vibrante protesta toccarono gli animi degli spettatori in profondità. Il giorno dopo le azioni della multinazionale raggiunsero il massimo storico, mentre due dei più attivi tra i manifestanti furono trovati morti nella propria cella, ufficialmente per essersi suicidati trattenendo il respiro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le disavventure giudiziarie degli ambientalisti non interessavano tuttavia i due investigatori. Ancora chiuso nell’incomunicabilità più assoluta, il Miope tornò a rimpiangere AnnaPaolaMariaTeresa, ed il dolore per averla perduta, dopo molti anni in cui non ci aveva più pensato, ridiventò acuto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo le difficoltà iniziali, lui e la studentessa avevano continuato a frequentarsi clandestinamente per diverse settimane. Grazie al suo aiuto, anch’egli stava diventando molto bravo negli studi; le sue barriere coralline adesso prendevano forme assai migliori, tanto che AnnaPaolaMariaTeresa era sicura che sarebbero state apprezzate anche da orde di turisti feroci se fossero state prodotte ed installate nei mari del Sud.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ma no, ma a chi vuoi che possano piacere? Sono assai poca cosa rispetto alle tue&lt;/i&gt;”— si schermiva allora il Miope, cui comunque i complimenti di AnnaPaolaMariaTeresa facevano immenso piacere.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Non sottovalutarti. Io sono certa che le tue barriere farebbero un successone. Centinaia di impiegati soprappeso e parrucchiere divorziate pagherebbero fior di quattrini per una vacanza che consentisse di nuotarvi vicino. Ne farebbero sicuramente scempio per procurarsi un souvenir da mostrare agli amici.&lt;/i&gt;” ribatteva ogni volta la studentessa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Di pari passo con l’abilità nella soluzione degli esercizi, cresceva la profondità dei sentimenti che il Miope provava per AnnaPaolaMariaTeresa. Sempre più spesso si sorprendeva ad osservarne il bel profilo mentre lei era concentrata sui libri e non lo guardava, sognando ad occhi aperti di carezzarle i capelli, senza per questo comprometterne le complicate acconciature.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutto di lei gli sembrava meraviglioso. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Meravigliosi i denti, talmente bianchi che per osservarli a lungo era indispensabile la protezione di lenti da saldatore, pena danni irreparabili alla vista.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Meraviglioso il rene sinistro, al cui paragone le illustrazioni dei libri di biologia studiati alle superiori sembravano pallide imitazioni.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Meraviglioso infine il seno, che solo una volta aveva avuto la sfacciataggine di sbirciare, provando un’emozione così forte da dover ricorrere ad un defibrillatore ricavato dalla batteria della mietitrebbia per riportare il proprio organismo alla normalità.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ciliegina sulla torta, ad AnnaPaolaMariaTeresa l’Astigmatico stava simpatico. Non appena tornato dalle esercitazioni nelle grotte, il Miope lo aveva invitato a passare la mattina insieme a loro e si era creata un’armonia tale che, di comune accordo, i due amici avevano deciso di chiederle di giocare insieme a loro a ‘Chi fa lo screanzato finisce al commissariato’.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per l’occasione il Miope aveva creato un ruolo apposito, la moglie del vice-direttore della banca. Tuttavia AnnaPaolaMariaTeresa, con l’abituale modestia, aveva rifiutato l’altisonante personaggio, accontentandosi di impersonare il bancone di macelleria. Si era rivelata comunque un avversario formidabile, malgrado l’inesperienza, perdendo dall’Astigmatico per appena ventisette grammi di broccoli. Era stata comunque una serata memorabile, conclusa con la promessa che, appena fatto l’esame, si sarebbero ritrovati per altre partite.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Malgrado il suo trasporto stesse raggiungendo livelli preoccupanti, il Miope non aveva ancora nemmeno sfiorato la mano di AnnaPaolaMariaTeresa. Molte volte, al momento di salutarsi prima di raggiungere la madre, AnnaPaolaMariaTeresa si fermava a guardarlo come in attesa di qualcosa, ma il Miope aveva sempre troppa paura per avvicinarla. Rimaneva a guardarla andar via con un semplice saluto e con un profondo senso di perdita in fondo al cuore.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ogni sera si riprometteva di  trovare il coraggio di rivelarle i sentimenti ma poi la paura di un rifiuto o peggio di rendersi ridicolo nei suoi confronti lo bloccava. Si stava letteralmente struggendo per lei e fu l’Astigmatico una volta ancora a dargli l’idea giusta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Devi stare particolarmente attento a non confondere il piano di carico degli autoarticolati con il pavimento delle funivie a campata unica&lt;/i&gt;” gli aveva detto durante un pomeriggio triste in cui AnnaPaolaMariaTeresa era a casa ammalata. Il Miope aveva trovato l’idea geniale: le avrebbe parlato subito dopo l’esame; l’eccitazione e la gioia per la prova superata gli avrebbero sicuramente dato il coraggio di guardarla negli occhi e parlarle con il cuore.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il giorno dopo, a soli tre giorni all’esame di barriere coralline, AnnaPaolaMariaTeresa con una nuova lettera lo aveva avvisato che stava ancora male e che non sarebbe pertanto andata a studiare con lui per paura di peggiorare e dover così saltare l’esame, dandogli comunque appuntamento al fatidico giorno. Il Miope era rimasto dispiaciuto, ma la consapevolezza di quello che stava per fare gli aveva consentito di tirare avanti.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Durante quei tre interminabili giorni non era riuscito a studiare nemmeno un minuto--grazie ad AnnaPaolaMariaTeresa era comunque preparatissimo--poiché non aveva fatto altro che pensare a quello che le avrebbe detto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si era immaginato la scena migliaia di volte; talora la salvava con sprezzo della vita dopo che un commando di pompieri sovversivi aveva invaso l’aula per prendere gli studenti in ostaggio; altre volte riusciva invece a sollevarla da una voragine scavata sotto la cattedra da formiche giganti, rese cieche dall’inquinamento del sottosuolo. Ogni variante della storia si concludeva con AnnaPaolaMariaTeresa tra le sue braccia che lo guardava con occhi pieni d'amore.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Malgrado la grande varietà e vividezza della sue fantasie, non riusciva comunque a decidersi su cosa dirle davvero. L’Astigmatico gli aveva proposto tante alternative, ma nessuna lo rendeva davvero tranquillo; temeva che al momento della verità gli sarebbero morte le parole in gola.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dilaniato da paura ed indecisione, si era infine risolto per un approccio indiretto. Si era rinchiuso in camera, smettendo di mangiare e di dormire. Per interminabili ore aveva continuato a percorrere la stanza avanti e indietro, immaginandosi un esploratore polare intrappolato in une terribile tormenta. Era avanzato ed avanzato, urlando improperi terribili agli stremati cani che non riuscivano più a trainare la slitta con efficacia, ma l’ispirazione non voleva saperne di visitarlo. Aveva tentato dapprima una lunga lettera nella quale spiegare ad AnnaPaolaMariaTeresa i suoi sentimenti. Ne erano venute fuori ventisette pagine fittissime che spaziavano dalla descrizione del suo primo orologio al resoconto dettagliato di come si fosse fatto la cacca addosso il primo giorno alle elementari. Rileggendola tuttavia l’aveva trovata talmente brutta da andare su tutte le furie. Per sfogarsi aveva appallottolato la carta ed aveva cercato di farla mangiare ad uno dei cani, che tuttavia aveva reagito morsicandolo ad entrambe le mani. Mortificato e deluso, aveva provato allora a realizzare un quadro da donare alla studentessa. Si era messo di buona lena ed aveva composto un vivace acquerello rappresentante un husky travolto da un camion che trasportava mangime per gatti. Il risultato era stato assai soddisfacente, il che aveva contribuito a calmargli i nervi, ma nel complesso lo aveva reputato inadeguato allo scopo. Forse AnnaPaolaMariaTeresa non avrebbe capito l’ardita metafora. Erano nel frattempo trascorsi tre giorni e due notti. Solo un’ultima notte lo separava dall’esame e dall’incontro con la ragazza. Deciso a non mollare, aveva imboccato l’ultima strada rimastagli, scrivendole una breve composizione in rima.  La stesura aveva richiesto diverse ore di continui ripensamenti che erano sfociati in pochi chiari versi:&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Se piove&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;e non hai l’ombrello&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;cosa dire a chi ha perduto anche le alcove&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;è un pesante fardello&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;come il postino che ha smarrito le chiavi&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;senza conoscere l'ora&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;o la polvere degli avi&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;qualora&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;la cenere buca il tappeto persiano&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il giorno successivo si era alzato di buon’ora, si era messo in tasca il foglietto con la propria composiione e si era recato all’università con lo stomaco sottosopra. Il caso aveva deciso che lui fosse uno dei primi a sostenere l’orale, mentre AnnaPaolaMariaTeresa non sarebbe stata interrogata prima della metà del pomeriggio. In effetti la studentessa non era presente tra gli studenti in aula e non era ancora arrivata nemmeno quando era giunto il turno del Miope.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sentendo il professore chiamarlo si era alzato con assoluta indifferenza, coprendo il tragitto tra la terza fila di banchi e la cattedra nel tempo peggiore di tutti i tempi, stabilendo allora un record negativo che avrebbe resistito per ben dodici anni. Durante l’esame non aveva palesato nessun nervosismo; aveva risposto a tutte le domande con tranquillità e correttezza, tanto da meritarsi alla fine un bel ventisei. Ironia della sorte, nella prima occasione in cui un esame si era svolto in modo pressoché perfetto, non riusciva a provare alcuna gioia. Era ben consapevole di come il vero esame fosse quello che lo attendeva nel pomeriggio, quando sarebbe andato da AnnaPaolaMariaTeresa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo ore di angosciosa attesa, finalmente era arrivato il momento della sessione pomeridiana, ma AnnaPaolaMariaTeresa non era ancora arrivata, e solo pochi istanti prima dell’appello finalmente si era presentata in aula.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Malgrado avesse confidato al Miope come agli esami non volesse mai nessuno della famiglia, questa volta era a fianco della madre, la quale sfoggiava un giroscopio di nuova concezione che le consentiva dei movimenti molto più fluidi. Alle loro spalle c’erano un piccolo ometto dall’aria decisamente spaurita, abbigliato in un vecchio completo da palombaro ed un giovane uomo dall’aspetto aristocratico. L’ometto aveva una certa rassomiglianza con AnnaPaolaMariaTeresa ed il Miope aveva immaginato fosse suo padre.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il giovane uomo insieme a loro il Miope invece non lo aveva mai visto prima, ma dai mugolii di Luisella e Mariella aveva capito trattarsi niente di meno che di Vladimiro Etereo Balconi, primogenito e principale erede dei potentissimi conti. Guardandosi intorno in modo sprezzante, quest’ultimo si era andato a sedere in prima fila, tra AnnaPaolaMariaTeresa e la madre, ma solo dopo che il padre della ragazza ebbe provveduto a pulirgli il sedile.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Durante tutto questo frangente AnnaPaolaMariaTeresa, i cui capelli avevano per l’occasione la foggia di un polmone danneggiato dalla pleurite, non si era voltata nemmeno una volta a cercare il Miope. Dopo pochi minuti la studentessa era stata chiamata a sostenere l’esame, superato in maniera esemplare; aveva risposto a tutte le domande con una precisione ed una sicurezza tale che alla fine nemmeno il trenta e lode era sembrato renderle giustizia. Tutta l’aula, ad eccezione del Miope, si era prodotta in un lunghissimo applauso, mentre il dragamine, parcheggiato appena fuori dall’aula, in segno di giubilo aveva aperto il fuoco contro un’ambulanza di passaggio. Non appena una seconda ambulanza era arrivata a soccorrere i superstiti, AnnaPaolaMariaTeresa ed il suo seguito avevano lasciato l’aula.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nel dirigersi verso l’uscita la ragazza era passata a meno di un metro dal Miope, fianco a fianco con Vladimiro Etereo Balconi. Sembrava completamente rapita dalle stupide e melense parole che il nobile le rivolgeva e non lo aveva degnato neppure di uno sguardo.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La reazione del Miope era stata di gelida e totale indifferenza; era rimasto pietrificato sulla sedia, al punto che quella volta gli inservienti non erano riusciti a staccarlo neppure ricorrendo ad una piccola carica di nitroglicerina ed erano stati costretti a lasciarlo nell’aula per tutta la notte.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Solo al mattino successivo si era alzato, trascinandosi penosamente fino a casa, ove era sprofondato in uno stato di coma profondo nel quale tutte le sue attività vitali, ad eccezione della secrezione di forfora, erano rimaste completamente inattive.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si era ripreso solo dopo molte ore, con l’unico desiderio di cancellare per sempre AnnaPaolaMariaTeresa dalla sua mente. Aveva preso il foglietto con la sua poesia e lo aveva strappato in mille pezzi. Dopodiché aveva recuperato i pezzetti di carta e gli aveva dato fuoco. Poiché rimaneva comunque la cenere della carta, si accingeva ad aprire il rubinetto del gas e far saltare l’intero palazzo per maggiore sicurezza, quando aveva sentito bussare alla porta.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Infastidito per l’interruzione era andato ad aprire in malo modo, trovandosi davanti AnnaPaolaMariaTeresa. La ragazza, i cui capelli avevano la forma di un carrello della spesa, era entrata in un lampo, dicendogli semplicemente “&lt;i&gt;Abbracciami, ti prego&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sorpreso oltremodo dall’apparizione, il Miope l’aveva cinta tra le braccia e subito AnnaPaolaMariaTeresa era scoppiata in un pianto dirotto. Egli aveva cercato in tutti i modi di interrompere le sue lacrime; aveva consumato due intere confezioni di fazzolettini, aveva tentato di asciugarle il viso inzuppando tutte le lenzuola che aveva in casa, ma solo collegandola allo scarico della lavastoviglie con un tubo di fortuna era riuscito infine ad arginare il torrente che sgorgava dai suoi occhi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un pò rassicurata dalla certezza che in città esisteva un ottimo trattamento per le acque di scarico, AnnaPaolaMariaTeresa era riuscita con molte difficoltà a rivelare al Miope il motivo della sua grande infelicità.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;I miei genitori si stanno separando. Tra una settimana ci sarà la causa di divorzio e sicuramente io ed il nostro pinzer nano saremo affidati a mia madre. E’ una donna terribile e prepotente, non mi lascia nessuna libertà. Mi ha costretta a fidanzarmi con quello spregevole individuo che hai visto all’esame. Io speravo tanto di poterti incontrare e festeggiare insieme ma lei non ha voluto correre rischi ed è venuta di persona. Adesso sono disperata; quando dovrò vivere solo con lei sarò una reclusa, la mia unica speranza sarebbe di venire affidata a mio padre;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Tre mesi fa ha comprato una piccola fattoria in Argentina per noi due ed il pinzer, ove potremmo vivere senza che quella brutta strega possa mai trovarci, ma non abbiamo nessuna speranza di venire affidati a lui. Non so davvero come fare.&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Aveva detto tutto questo in modo assai frammentario, interrotta da continui singhiozzi e solo dopo diverse ore, ormai a notte fonda, si era un po’ tranquillizzata, cadendo in un sonno agitato.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope l’aveva tenuta abbracciata stretta fino al mattino; malgrado fosse alla seconda notte consecutiva passata in bianco, era perfettamente lucido. Adesso sentiva di avere un compito da svolgere a tutti i costi: salvare AnnaPaolaMariaTeresa dal suo infelice destino. Di buon mattino aveva riaccompagnato la ragazza a casa, facendo ben attenzione a non avvicinarsi troppo ed essere scorto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Al momento di congedarsi, la ragazza gli aveva rivolto un triste e dolcissimo sorriso di ringraziamento, prima di varcare il grande cancello della sua villa e scomparire dietro di esso.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope non aveva perso neppure un istante; si era fiondato a casa dell’Astigmatico e gli aveva rivelato l’intera storia.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’Astigmatico aveva dato ancora una volta prova del suo sangue freddo e della capacità di usare il cervello anche nelle situazioni più difficili.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Non sarà mai possibile realizzare un elicottero perfettamente ellittico&lt;/i&gt;” aveva detto, passando immediatamente all’azione. Il Miope era rimasto stupito di come problemi apparentemente insolubili venissero affrontati con tale semplicità e naturalezza dall’amico.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a name="correzione_effettuata_fino_a_qua"&gt;&lt;/a&gt; Secondo l’Astigmatico l’unica soluzione era fare in modo che AnnaPaolaMariaTeresa fosse affidata al padre. I due amici avevano stabilito allora che avrebbero dovuto in qualche modo raccogliere informazioni sul conto della madre della studentessa, informazioni talmente negative ed infamanti che non le sarebbe stato mai concesso l’affidamento della figlia e del Pinzer nano.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Avevano immediatamente iniziato a pedinare la sofisticata signora armati di macchina  fotografica, telecamera e registratore a nastro. L’avevano seguita nei suoi innumerevoli spostamenti attraverso la città; nelle boutique del centro come nei saloni di bellezza, dai campi da golf alle piattaforme di trivellazione, fino alle mostre neo-realistiche di capodogli impagliati. Malgrado la difficoltà nel tenere il passo degli spostamenti del dragamine, i due studenti erano riusciti a non perdere di vista l’obiettivo nemmeno un minuto per cinque interi giorni. Purtroppo la madre di AnnaPaolaMariaTeresa aveva fatto solo ed esclusivamente quello che una ricca ed annoiata signora fa di solito, senza stravaganze o stranezze che avrebbero potuto in qualche modo danneggiarla nella causa di affidamento. Delusi ma non scoraggiati, i due neo-detective avevano deciso di tentare il tutto per tutto: l’indomani l’Astigmatico avrebbe cercato di introdursi nella villa travestito da tecnico dell’intonaco per un ultimo tentativo di scoprire qualcosa di utile. Si erano appostati tra i cespugli di fronte al cancello d’ingresso nell’attesa paziente che i padroni di casa uscissero. Il primo a lasciare la villa era stato il padre, seguito a breve distanza da AnnaPaolaMariaTeresa e la madre, dirette all’Università.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pochi minuti dopo l’astigmatico era entrato in azione. Sfruttando vecchie nozioni di “&lt;i&gt;Vendita di prodotti costosissimi e superflui a persone incapaci d’intendere e di volere&lt;/i&gt;” risalenti al terzo anno di Accademia, era riuscito a convincere la governante rimasta nella villa che l’intonaco della camera matrimoniale era pericolosamente danneggiato ed andava sistemato con la massima urgenza.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Grazie a tale stratagemma si era fatto accompagnare nella lussuosa camera padronale, ove si era messo subito al lavoro. Aveva frugato in tutti i cassetti di tutti gli armadi, ancora una volta senza ricavare nulla.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le sue ricerche erano state improvvisamente interrotte dal rombo del dragamine che annunciava l’inatteso ritorno della padrona di casa con diverse ore di anticipo. L’Astigmatico si era nascosto immediatamente dentro l’armadio da dove aveva potuto udire la donna rimproverare aspramente la governante per avere cucinato il pavone con poco sale.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Subito dopo si era recata in camera da letto parlando al pinzer che portava in braccio. “&lt;i&gt;Guarda che bellissimo geranio del precambriano che ho trovato dal fruttivendolo. Vale una fortuna e mezza. Adesso io vado a farmi una doccia, tu resta qui e sorveglialo, mi raccomando.&lt;/i&gt;”  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Con grande prontezza di spirito, non appena aveva sentito l’acqua della doccia, l’Astigmatico era saltato fuori dal suo nascondiglio per spezzare irreparabilmente il preziosissimo geranio, lasciando quel che ne rimaneva accanto all’esterrefatto cane. Subito dopo era ritornato nell’armadio, accendendo la telecamera e restando in paziente attesa. La madre di AnnaPaolaMariaTeresa non aveva tardato ad uscire dalla doccia. Appena aveva visto il disastro sotto le zampe dell’amato pinzer nano aveva perso completamente il controllo. Si era messa ad urlare contro il cagnolino improperi talmente offensivi e terribili che quest’ultimo aveva riportato danni serissimi al proprio equilibrio psico-fisico, il tutto sotto l’occhio attento della telecamera dell’Astigmatico. Terminata la prima parte della sfuriata, la donna si era recata in garage con l’intenzione dichiarata di prendere la motosega ed impartire al pinzer un po’ di educazione. Mentre questa scendeva precipitosamente le scale ed il piccolo cane cercava penosamente di strisciare fino al telefono per chiamare il dottor Kluzer per un sostegno psicologico immediato, l’Astigmatico era uscito dall’armadio, aveva afferrato la bestiola e si era calato fuori dalla finestra, correndo a perdifiato fuori dalla villa per raggiungere il Miope in attesa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’indomani una copia dell’agghiacciante filmato era stata recapitata alla donna, insieme ad una lapidaria lettera d’accompagnamento.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Signora, come vede Lei è in nostro potere. Se non vuole che una copia di questo video venga recapitata a tutti i giornali, alla Croce Rossa ed alla Zecca dello Stato, rinunci alla potestà di AnnaPaolaMariaTeresa e del pinzer nano.&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Con le spalle al muro e presa completamente alla sprovvista, alla donna non era restato altro che accettare le condizioni impostele.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’udienza si era tenuta davanti al giudice Coperchio ed era durata pochissimo.   &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Rinuncia all’affidamento del suo cane e di sua figlia?” aveva chiesto senza troppi preamboli il giudice, sulla base di un accordo precedentemente redatto dai due amici e controfirmato dalla donna.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Rinuncio” aveva risposto quest’ultima.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Sua figlia è in aula in questo momento? Può indicarla alla giuria?” malgrado non si trattasse di un processo e in aula non ci fosse nessuno ad eccezione dei diretti interessati, tantomeno una giuria, il giudice Coperchio non riusciva a fare a meno di qualche gesto teatrale.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La donna si era allora girata verso AnnaPaolaMariaTeresa con un lampo negli occhi, ma la presenza alle sue spalle del Biondo e dell’Astigmatico intenti a sventolare platealmente la cassetta girata nella sua camera da letto l’avevano costretta a più miti consigli.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lo sguardo era comunque bastato al giudice Coperchio come assenso ed era passato allora ad elencare le condizioni della separazione e gli obblighi imposti alla donna.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La più restrittiva, pensata dall’Astigmatico, era che non avrebbe potuto avvicinarsi alla figlia fino al compimento del cinquantaquattresimo anno di età, circostanza nella quale avrebbe potuto telefonarle per gli auguri.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non era comunque persona da subire una sconfitta senza reagire. Immediatamente dopo il  termine del divorzio, quando il giudice Coperchio si era un po’ fatto prendere la mano pronunciando la frase “l’udienza è finita, andate in pace”, la donna aveva iniziato a pensare una feroce controffensiva legale per riottenere quanto considerava suo di diritto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per sua sfortuna, tuttavia, l’ex marito, AnnaPaolaMariaTeresa ed il pinzer non avevano perso un solo istante.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il giorno dopo il Miope e l’Astigmatico avevano accompagnato l’intera famiglia all’aeroporto. Suo padre ed il pinzer avevano oltrepassato per primi il cancello d’imbarco, ringraziando a lungo i due ragazzi per averli liberati dalla schiavitù familiare.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’Astigmatico aveva salutato allora AnnaPaolaMariaTeresa con un commosso abbraccio e si era allontanato borbottando qualcosa circa l’acquisto di un ricambio per il suo satellite geostazionario al duty free.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Erano rimasti soli il Miope ed AnnaPaolaMariaTeresa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La ragazza aveva iniziato immediatamente a piangere a dirotto, abbracciandolo stretto ed anche il Miope non era riuscito a trattenere amare lacrime d’addio. La scena era talmente straziante che anche tutti gli addetti ai metal detector erano scoppiati in pianto, danneggiando con le loro lacrime la sofisticata attrezzatura e causando un ritardo di due ore a tutti i voli intercontinentali, cosa che gli era in seguito costata il licenziamento per giusta causa. Dopo un tempo interminabile, quando ormai il suo aereo era pronto sulla pista e solo una vergognosa pantomima del pinzer, intento a fingere di avere dimenticato al check in le pillole per il mal d’aria, ne bloccava il decollo, AnnaPaolaMariaTeresa si era staccata infine dall’abbraccio del miope.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Non ti dimenticherò per almeno dodici anni e tre mesi&lt;/i&gt;” gli aveva infine detto, ancora in lacrime.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ed io per 712 settimane&lt;/i&gt;” aveva risposto il Miope.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si erano scambiati allora un lungo bacio, il primo ed unico della loro sfortunata storia, dopodiché AnnaPaolaMariaTeresa si era voltata scomparendo per sempre dalla sua vita.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Egli era rimasto a guardare a lungo la pista, fin quando un cargo di una multinazionale di banane non aveva sbagliato manovra, schiantandosi vicino al terminal ed ostruendogli la visuale. Solo a quel punto aveva raggiunto l’Astigmatico per tornare a casa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pur dispiaciuto per il dolore inconsolabile dell’amico, l’Astigmatico si sentiva fiducioso per il futuro: lui ed il Miope avevano trovato un mestiere.&lt;/p&gt;</content><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/06/16-frapposizione_24.html' title='16 - Frapposizione'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=4296106452346644585' title='0 Commenti'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.testadipinguino.com/atom.xml' title='Posta i commenti'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/4296106452346644585'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/4296106452346644585'/><author><name>testadipinguino</name></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-2633762857721872751</id><published>2007-06-17T23:45:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T23:51:00.235+02:00</updated><title type='text'>15 - Interludio</title><content type='html'>&lt;p style="widows: 0; orphans: 0;" align="center" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Cinquanta giorni prima della resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Arrampicato sullo scoglio di fronte alla baia che nemmeno i resti del depuratore marino riuscivano a deturpare fino in fondo, l'ex capitano di industria Ottonello Bolzoni soppesava la pietra legata al proprio collo. Era fermo in quella posizione da una settimana, incapace di muovere il passo che avrebbe posto fine ai suoi tormenti. Tanto che pur di rimandare la fatidica decisione fingeva di prestare attenzione a ciò che accadeva nella piccola insenatura prossima al suo riparo.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal; widows: 0; orphans: 0;" align="left"&gt;La quiete era durata molto poco; decine di persone indossanti le tute con l'effigie della Grandi Opere Ambientali Rischiose si muovevano freneticamente sulla spiaggia, impegnati in poco chiare attività. Si davano da fare con grande impegno e la loro dedizione alla ditta riportò Bolzoni ai bei tempi, quando anche lui credeva di poter contare su dipendenti fidati.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Qualsiasi dipendente dell’azienda Bolzoni sarebbe stato pronto a giurare che se in ditta c’era un dipendente soddisfatto del suo lavoro, quello era l’Antonazzi. Alcuni, nel corso dell’annuale indagine condotta dal solerte ufficio del personale, furono costretti a sottoporsi alla macchina della verità, e di fronte alla domanda “chi è secondo te il dipendente più soddisfatto della nostra ditta?”, tutti risposero senza esitazioni: “Antonazzi”. Molte più resistenze causò invece la domanda: “hai mai acquistato il primo numero della serie ‘Cofani rari’, in edicola con una riproduzione del baule posteriore della Lancia Pigreco?”, ma l’ufficio del personale grazie all’elettroshock ottenne tutte le risposte che cercava.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Gli ultimi eventi non avevano fatto altro che rafforzare questa convinzione. Prima il licenziamento della foca Bice, con la conseguente promozione dell’Antonazzi a foca, nonché a responsabile del dipartimento “ricerca e sviluppo”, settore “automazione sanitaria”, reparto “tecnologie telecinetiche”. In seguito il brevetto del sistema “Niagara” gli era valso l’ulteriore promozione a foca monaca, tanto che anche i trichechi del settore dirigenziale iniziavano a guardarlo inquieti, timorosi per la sua repentina ascesa nell’organigramma.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Nessuno avrebbe mai potuto sospettare neppure vagamente che dentro di sé, nell’intimo della credenza a due ante in cui era solito chiudersi per lavorare, Antonazzi era in realtà profondamente insoddisfatto e assetato di vendetta. Anzi, le promozioni e i riconoscimenti non facevano altro che renderlo più furibondo e livido di rabbia impotente.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Anche quel momento, appena entrato in ufficio, subito abbassò le persiane e chiuse la porta a doppia mandata, guardandosi sospettoso attorno. Si assicurò che la vite canadese fosse arrampicata al muro opposto da dove non poteva spiarlo, e si chiuse nella sua credenza, portandosi le dita alle tempie per concentrarsi ed escogitare nuove forme di sabotaggio.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Non era un sentimento nuovo, ma fin dalla sua assunzione Antonazzi aveva covato odio e rancore verso Ottonello Bolzoni: fin dai primi mesi di lavoro, quando ancora era assegnato al ruolo di correttore di bozze per i libretti di istruzioni degli accessori sanitari, non aveva mancato di attentare alla solidità aziendale mediante sottilissimi gesti di dissenso.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;A quei tempi la sua protesta si concretizzava in ardite e rischiosissime contraffazioni dei libretti di istruzioni. Era solito concentrarsi sui verbi intransitivi, e sostituire un passato remoto posto in un punto cruciale delle istruzioni, con un trapassato remoto al passivo. Oppure cambiava un ausiliario fondamentale per la comprensione dell’intero libretto, in modo da gettare nel panico il lettore.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Ricordava ancora con un fremito misto di piacere e di terrore quella volta in cui sulle istruzioni di un bidè a risonanza aveva cambiato un “sarebbe dovuto essere” in “avrebbe dovuto essere”, causando un’inchiesta degli affari interni a caccia dell’autore del sabotaggio.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Il vespaio suscitato lo aveva costretto a restare tranquillo per qualche mese e a cambiare la sua strategia per non attirare ulteriormente l’attenzione della direzione sui libretti di istruzioni che passavano dalle sue mani.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Decise allora di adottare un altro mezzo di sabotaggio. Con i proventi degli straordinari notturni, pagò di tasca propria per far pubblicare delle offerte di lavoro a nome Bolzoni per le posizioni più improbabili.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Il primo esperimento fu un modesto annuncio, giusto per saggiare il terreno.&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;SPECIALISTA MACCHINE SPECIALI &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;E' ricercato da prestigiosa multinazionale leader a livello mondiale nel suo settore. Ci si rivolge ad una persona con un'esperienza maturata nel settore specifico, dotata di forte orientamento ai risultati e capace di operare in contesti fortemente competitivi, priva di titoli di studio con corso legale e non intestataria di immobili adibiti ad uso box.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;E' richiesta una forte motivazione al lavoro di inserimento dati sotto dettatura senza l’ausilio di mezzi come &lt;ctrl-c&gt; e &lt;ctrl-v&gt;. Inquadramento con contratto di apprendistato.&lt;/ctrl-v&gt;&lt;/ctrl-c&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;L’ufficio del personale fu invaso di curricula inattesi e inspiegabili che ne bloccarono l’attività per diversi giorni, cose che fece capire all’Antonazzi di essere sulla strada giusta. Fremeva di adrenalina per l'ardire del suo gesto, senza riuscire a nascondere un senso di colpa elettrizzante e dolcemente trasgressivo.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Lasciò passare più di un mese, e poi esaurì gli ultimi risparmi pubblicando su diverse testate nazionali un altro annuncio messo a punto in lunghe settimane di bozze e di cesellature notturne.&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;RESPONSABILE SETTORE INTIMO&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Siamo una multinazionale leader nella Grande Distribuzione Organizzata (non food), presente sul mercato con un'insegna storica e riconosciuta. In un contesto di crescente potenziamento delle nostre strutture, cerchiamo una persona grintosa ed intraprendente, che conosca le logiche della GD e DO locali, che sappia rapportarsi efficacemente con lo scenario di vendita. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;L'obiettivo della posizione è: &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;sviluppare  le linee intimo in seta, cercando nuove opportunità di  business; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;fotocopiare  i report di vendita dei prodotti di competenza;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;coordinare  eventuali attività relative all'idraulica degli iniettori  common rail aziendali;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;fare  benchmark sulla concorrenza che sponsorizza le previsioni del tempo  in prima serata del colonnello Tempestoni.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;Requisito fondamentale è l’aver maturato alcuni anni di esperienza nel campo delle tecnologie innovative di saldatura su sistemi di movimentazione interna. È gradita la residenza nella zona nord di Torino o in qualsiasi altra città purchè in prossimità di un cementificio.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Tempo due giorni e l’ufficio del personale fu completamente congestionato dalla mole di curricula ricevuti, costringendo lo stesso Ottonello Bolzoni a smistare personalmente la posta in ingresso. Bolzoni il quale, furibondo per la situazione creatasi, umiliò di fronte a tutti i dipendenti il capo del personale per aver lasciato che qualcuno facesse stampare un simile annuncio destabilizzante, dandogli pubblicamente durante una causa caffè del “non euclideo”.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Antonazzi dovette reprimere dei veri e propri fremiti di eccitazione di fronte al successo del suo piano, e chiese un anticipo sul TFR in contanti e banconote non segnate, per poter finanziare una nuova inserzione ancor più devastante.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Furono questa volta necessari solo pochi giorni di macchinazione e poi su Repubblica, Corriere della Sera e Uomini e Camion, campeggiò la nuova offerta di lavoro a nome dell’ignara azienda Bolzoni.&lt;/p&gt; &lt;p lang="en-GB"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;KEY ACCOUNT MANAGER BUYER MONOMANDATARIO MULTISERVICE&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Il/la candidato/a ideale ha un'età compresa tra i 20 e i 21 anni e possiede almeno 2 lauree in materie umanistiche ma non speleologiche; proviene da un'esperienza di produzione/manifattura e di gestione di progetti in aziende produttrici di componenti in metallo per sedie da ufficio e particolari da montaggio. È in grado di operare sul campo ed è abituato/a a organizzare il proprio lavoro per obiettivi. Infine il/la candidato/a ha delle ottime attitudini relazionali, motivato/a, capacità di lavorare con ed attraverso il team proattivamente e con metodo. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Conosce inoltre il significato della parola “proattivamente”.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Mission: l’obiettivo è di fornire al cliente/i un servizio e prodotto/i qualitativamente elevati attraverso lo svolgimento organizzato e tempestivo delle proprie mansioni. La posizione prevede attività operative,  predisposizione al contatto con il cliente, interesse per la ristorazione, la nutrizione/u e il ciclo di sintesi proteica in genere.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;È necessaria l'auto propria (metallizzata) per il raggiungimento della sede aziendale.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Costituirà elemento di preferenza l’appartenenza alle categorie protette e/o al regno vegetale o un grado di stretta parentela con un’otaria.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;L’impatto dell’annuncio fu devastante e mise in ginocchio l’intero processo produttivo dell’azienda Bolzoni. Ottonello, in preda al panico si rivolse ad una notissima Accademia che ogni anno sfornava la crema dei manager destinati alla grande industria. Venne inviato in suo soccorso il ragionier Ringhiera, notissimo esaminatore e forgiatore di rampanti squali d’azienda.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Ringhiera capì subito che c’era un solo modo di uscirne, ed era il vecchio ma sempre attuale “se non puoi batterli, unisciti a loro”. Fu così che Bolzoni, invece di ribellarsi alla macchinazione, rispose ai curricula ricevuti e nel giro di pochissimi giorni completò le formalità per l’assunzione di molti candidati, fra cui cinque appartenenti alle categorie protette, alcuni trichechi come dirigenti e la foca Bice, che venne messa a capo di Antonazzi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Una terribile depressione colse proprio l’Antonazzi, solo in minima parte placata dall’assunzione, in seguito a un ricorso, anche della vite canadese che gli risultò subito simpatica e che sarebbe poi divenuta sua fedele compagna d’ufficio.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Il suo piano si era ritorto contro di lui, e questo gli causò una enorme frustrazione.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Abbandonò ovviamente la pista delle false offerte di lavoro e per mesi non riuscì più ad escogitare alcun sabotaggio a causa dello smacco subito.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Solo negli ultimi tempi Antonazzi aveva ritrovato la verve di un tempo. Aveva iniziato con dei post-it fuorvianti appiccicati sulle scrivanie dei colleghi, tipo “Ricordarsi di compilare modulo Q7”, oppure “Conquistare il fondo e crossare teso”.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;La confusione generata dai suoi post-it lo rincuorò, e allora colpì a livello più diffuso, affiggendo nottetempo il cartello “In questa sala non è consentito consumare la merenda” all’interno di una sala riunioni. Il management ne rimase disorientato. Significava che in altre sale riunioni si poteva scroccare una merenda? E dove? In seguitò subentrò la morbosa tentazione del proibito, e insospettabili dirigenti trascorrevano importanti riunioni addentando di nascosto pane e marmellata.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Ottonello Bolzoni in quel momento aveva appena terminato di richiamare un manager pluridecorato sorpreso in riunione con un cestino contenente un sandwich e una gazzosa, e stava pensando che doveva porre fine a quegli atti di sabotaggio. Giusto quel mattino aveva trovato in mensa il cartello “Zona a carattere alluvionale”, che avrebbe potuto generare una tragedia in pausa pranzo.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Mentre cercava sull’agenda il numero di emergenza del ragionier Ringhiera per chiedergli un nuovo intervento risolutivo, improvvisamente gli squillò il telefono. Rispose allegro, dicendosi che sicuramente si trattava di Clotilde che lo chiamava per raccontargli qualche nuovo e gustosissimo aneddoto sullo zio.  &lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Pronto?”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;La voce dall’altra parte, con sua grande sorpresa, non era affatto quella di Clotilde.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Ragazzo mio, prendi nota. In un sistema Galileiano correttamente funzionante non dovresti essere costretto a spostarti rispetto al sistema di riferimento per defecare.”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Bolzoni rimase allibito.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Prego?”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Figlio mio, Newton ci ha riportato alla giustizia della gravitazione anglosassone.”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Scusi?”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Pronto? Figliolo?”  &lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Figliolo? Ma chi…”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Oh, mi scusi, devo aver sbagliato numero!”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;L’Esa-Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot Senior riattaccò bruscamente, imbarazzato per il suo errore.  &lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Dall’altra parte Bolzoni sollevò le spalle. Un bizzarro personaggio, fissato con la dinamica e la fisica, indubbiamente.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Ritornò a cercare il numero del ragionier Ringhiera, quando Clotilde irruppe nel suo ufficio, con al seguito Elettroforesi.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Caro, avremmo bisogno di più spazio in casa.” – esordì senza troppi convenevoli.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Più spazio?” Bolzoni si illuminò “Vuoi dire che… Cioè tu… Noi…”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Ma cosa dici? No, non sono incinta! È per Elettroforesi. Non possiamo lasciarlo in quella misera dependance con solo tre stanze, un bagno e un solo campo di pelota basca, ti pare?”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Bolzoni guardò il barboncino che lo fissava con sguardo sprezzante e altezzoso.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“E dove pensi di…”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“La tua taverna. Mi sembra l’ideale. Certo dovremo fare un po’ di spazio.”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Bolzoni si sentì mancare. La sua taverna?!?!? Quello era il luogo in cui conservava tutti i cimeli della sua collezione di oggetti smarriti. Il busto in terracotta di Lincoln, il cratere originale di Krakatoa, un videoregistratore contenente due scoiattoli, quattro stuzzicadenti disposti a pentagono, l’urlo di Munch originale registrato su cassetta, e centinaia di altri cimeli inestimabili…&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;E Clotilde voleva “fare un po’ di spazio”?&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Ottonello Bolzoni guardò con occhi carichi di odio il barboncino Elettroforesi, che invece lo ignorava, tutto intento a cotonarsi la permanente bianchissima.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;“Mi raccomando, caro, non fare tardi a cena, stasera. Ci sono i vicini ospiti da noi.”&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Clotilde scomparve con il suo odioso barboncino.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Ottonello si lasciò cadere sulla poltrona.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Si era reso conto che se n’era andata senza raccontargli nessun aneddoto sullo zio.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;Non poteva finire così. Non poteva.&lt;/p&gt; &lt;p style="font-style: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/06/15-interludio.html' title='15 - Interludio'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=2633762857721872751' title='0 Commenti'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.testadipinguino.com/atom.xml' title='Posta i commenti'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/2633762857721872751'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/2633762857721872751'/><author><name>testadipinguino</name></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-1570883023926076645</id><published>2007-06-11T23:29:00.000+02:00</published><updated>2007-06-11T23:36:14.325+02:00</updated><title type='text'>E poi?</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Gentile, stimato, valoroso e talora compianto lettore, cosa possiamo dire noi semplici, avventurosi e talora rimpianti autori (nel seguito semplici, avventurosi e talora rimpianti autori) a te che per la prima volta ti avvicini a questo romanzo a dir poco polifunzionale?  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ti starai forse chiedendo, gentile, stimato, valoroso e talora compianto lettore, “il font che compare sul mio monitor è fedele a quello originale?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;O forse la tua domanda, gentile, stimato, valoroso e talora compianto lettore, è: “se mi compro un SUV le donne mi apprezzeranno di più a dispetto della mia avversione per la fascia equatoriale?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma non è questo il punto, gentile, stimato, valoroso e talora compianto lettore.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Cosa vogliamo da te, che cosa ci aspettiamo?&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Facciamo un’ipotesi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’ipotesi è:  tu, gentile, stimato, valoroso e talora compianto lettore, sei anche un editore.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Bene.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Molto bene.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Benissimo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Noi ci aspettiamo da te, in ordine di preferenza, che:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ci mandi un bonifico da 42 milioni  di euro e noi non ti disturbiamo mai più;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ti piace quello che hai letto,  vuoi pubblicare il resto, e ce lo comunichi inviando una mail a  &lt;span style="color: rgb(0, 0, 255);"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="mailto:testadipinguino@gmail.com"&gt;testadipinguino@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ti facciamo così pena che  decidi di mandarci una cassa di birra;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Facciamo un’altra ipotesi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’altra ipotesi è:  tu, gentile, stimato, valoroso e talora compianto lettore, non sei un editore.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Bene.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Insomma.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Che schifo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In questo caso noi ci aspetteremmo da te, sempre in ordine di preferenza, che:&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ci mandi un bonifico da 36 milioni  di euro e noi non ti disturbiamo mai più;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;ti piace quello che hai letto e ci  mandi una mail con consigli/suggerimenti/incoraggiamenti a  &lt;span style="color: rgb(0, 0, 255);"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="mailto:testadipinguino@gmail.com"&gt;testadipinguino@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;non ti piace quello che hai letto  e ci mandi una mail con insulti/minacce/imprecazioni a  &lt;span style="color: rgb(0, 0, 255);"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="mailto:testadipinguino@gmail.com"&gt;testadipinguino@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;;&lt;/p&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;sei comunque curioso di sapere  come va a finire e di tanto in tanto torni a visitare  www.testadipinguino.com&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;</content><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/06/epoi.html' title='E poi?'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=1570883023926076645' title='0 Commenti'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.testadipinguino.com/atom.xml' title='Posta i commenti'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/1570883023926076645'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/1570883023926076645'/><author><name>testadipinguino</name></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-5552692143022082750</id><published>2007-06-10T19:36:00.000+02:00</published><updated>2007-06-10T19:37:26.193+02:00</updated><title type='text'>14 - Intermezzo</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Dieci giorni dopo la resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Affacciati sulla baia dominata dai resti del depuratore marino, due investigatori privati, uno miope e magro, l’altro astigmatico e robusto, osservavano il mare calmo di fine estate. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Erano fermi in quella posizione da dieci giorni, in un silenzio carico di tensione che nessuno dei due si decideva a rompere. Ogni qual volta sembrava potesse nascere una discussione chiarificatrice, immediatamente distoglievano lo sguardo, fingendosi interessati a quanto accadeva nella piccola insenatura posta alcuni metri più in basso alla loro posizione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Terminate le interviste di rito, tutti gli ambientalisti erano stati trascinati in caserma. I poliziotti avevano usato la mano pesante con tutto il gruppo di eco-terroristi, malmenati e spinti nelle camionette a suon di calci. Avevano tuttavia risparmiato il loro giovane capo, fatto salire su una berlina scura e tratto furtivamente verso la sede della “Grandi opere ambientali rischiose”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era questa la potente multinazionale produttrice dei depuratori serie “Impatto”, della quale faceva parte l’installazione appena distrutta. L’unità di crisi della multinazionale, riunita al centoventesimo piano in seduta ad oltranza dopo i fatti della baia, aveva riconosciuto nel giovane eco-terrorista una persona notevole. Nei suoi occhi brillavano ambizione ed amore per il potere, le due virtù più alte riconosciute dai rarefatti membri del consiglio di amministrazione. Una persona da annoverare tra le proprie fila piuttosto che come nemico, in definitiva. Il paladino dell’ambiente ferito venne dunque condotto, tramite sei distinti ascensori, fino alla sommità del grattacielo, alla soglia delle stanze supreme di comando. Ad ogni cambio di ascensore egli incontrò reception sempre più imponenti e lussuose, presidiate da segretarie la cui avvenenza era inversamente proporzionale al calore del sorriso.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Al 120° piano, ad un soffio appena dal centro nevralgico del potere, la sala d’attesa aveva le dimensioni di un hangar per dirigibili. La sua ampiezza era tale da esser dotata di un regolare servizio tranviario, attraverso il quale spostarsi fino alla sala del supremo consiglio direttivo. Di fronte alle imponenti porte di sequoia secolare, la segretaria massima del consiglio direttivo, già top model ed ex vice miss universo, era intenta a licenziare sei tranvieri del servizio interno di trasporto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Insensibile alle suppliche disperate, con voce di ghiaccio rinfacciava loro la giusta causa di licenziamento: aver effettuato l’orario ridotto del sabato nella giornata del 25 dicembre, malgrado si trattasse di un giorno infrasettimanale non riconosciuto come festivo dal regolamento interno.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quando vide il giovanotto avvicinarsi, la bella e severa donna abbandonò momentaneamente la propria scrivania e, senza una parola, lo introdusse al cospetto dei potenti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quanto accadeva al cospetto degli importanti dirigenti non interessava tuttavia ai due investigatori.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’Astigmatico scosse debolmente la testa, il Miope finse di avere qualcosa nell’occhio.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La situazione di stallo non accennava a sbloccarsi, il silenzio li avvolgeva come un ruvido mantello donato dalla Croce Rossa alle vittime di un’alluvione.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“E pensare che ne abbiamo passate tante insieme, a partire dall’incontro/scontro con Luisella e Mariella” rifletteva amaramente il Miope, rifugiandosi ancora nei ricordi di tempi più felici.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo il drammatico scontro con le due studentesse, la loro posizione nel mondo universitario era mutata. Pur rimanendo figure marginali ed incomprensibili alla maggior parte degli altri studenti, giorno dopo giorno il rispetto di cui godevano era andato impercettibilmente aumentando. Nessuno li additava più con sorrisetti o gomitate complici, ed anzi molti si rivolgevano loro con amichevoli saluti. Soprattutto per il Miope si trattava di una grande ed insperata soddisfazione; quelle stesse persone che fino a pochi mesi prima gli incutevano solo soggezione, adesso gli mostravano una parvenza di ammirazione.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Agli albori del quarto anno di università una vera e propria tempesta di eventi stava per investire la sua vita.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le prime avvisaglie del nuovo ordine di cose le aveva avute in un piovoso pomeriggio di ottobre, mentre in biblioteca cercava disperatamente di concentrarsi su un esercizio di “Costruzione di barriere coralline”.&lt;span style="color:#993366;"&gt; &lt;/span&gt;Aveva provato differenti soluzioni senza riuscire a venirne a capo, nonostante il rendimento scolastico fosse decisamente migliorato negli ultimi tempi&lt;span style="color:#993366;"&gt;.&lt;/span&gt; Col passare delle ore il suo nervosismo aumentava, e ad ogni soluzione errata si lanciava in una sequenza scomposta di improperi ai danni del professore, del governo e delle matite senza punta. Nel momento in cui la sua agitazione stava per degenerare fatalmente, era infatti intento a prendere a calci il portaombrelli della biblioteca, si era andata a sedere accanto a lui AnnaPaolaMariaTeresa, una giovane studentessa trasferitasi di recente da un’altra università.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ciao&lt;/i&gt;”–aveva detto al miope con voce appena udibile—“&lt;i&gt;se vuoi possiamo studiare insieme, sto preparando anche io questo esame&lt;/i&gt;”. Nel dirlo aveva distolto lo sguardo, arrossendo visibilmente.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope era rimasto talmente sorpreso dall’accaduto da rimanere a bocca spalancata per sette minuti e ventitré secondi, tempo nel quale una famigliola di mosche era riuscita a costruirsi una graziosa casetta tra le sue tonsille (che purtroppo era stata spazzata via quella sera stessa dagli oli esausti contenuti in un panino comprato all’Ipertensione Arteriosa).&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Allo scadere esatto del tempo, il miope finalmente aveva realizzato che una graziosa ragazza gli aveva spontaneamente rivolto delle parole gentili.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Con uno sforzo immane era riuscito a balbettare alcune sconnesse parole di risposta.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Si…va bene….come no? Mi piacerebbe molto, anzi tanto, no no, che dico mai, un sacco proprio….sempre se ti va….se non ti disturba..no no, che dico mai? sempre se non ti disturba…?&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Va bene, allora&lt;/i&gt;”– aveva risposto la studentessa in un soffio, evitando il suo sguardo—“&lt;i&gt;io adesso devo tornare a casa, i miei genitori non vogliono che faccia tardi. Possiamo vederci qui domani mattina. Ciao, allora.&lt;/i&gt;”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ciao allora&lt;/i&gt;” aveva risposto semplicemente il Miope, tenendo duro fino a quando la ragazza non era uscita dalla Biblioteca, per poi svenire sul tavolo, ove era rimasto fino all’orario di chiusura con un sorriso idiota stampato sul viso. Solo quando gli inservienti lo avevano svegliato delicatamente, infilandogli una mano nella presa di corrente più vicina, finalmente si era destato, dirigendosi verso casa dopo una veloce cena all’Ipertensione arteriosa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ogni suo pensiero era rivolto ad AnnaPaolaMariaTeresa, chiedendosi di continuo se quanto accadutogli non fosse frutto di un sogno ad occhi aperti o peggio di un delirio che preannunciava qualche grave malattia. Per sincerarsene, prima di tornare a casa era passato dal pronto soccorso dell’università, chiedendo di essere sottoposto ad una Tac al cervello. Purtroppo per lui, i tempi di attesa per tale esame erano lunghissimi e non c’era possibilità alcuna di saltare la fila. Si era dovuto pertanto accontentare di un consulto alla vicina clinica veterinaria, ove il dottore di turno, dopo avergli controllato la lucentezza del pelo sulla schiena ed avergli somministrato trecento millilitri di vermifugo, lo aveva rassicurato sul suo stato di salute.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Con la scienza medica a garantirgli di non essere vittima di allucinazioni, la sua agitazione era cresciuta se possibile ancora di più: una bella ragazza lo aveva davvero invitato a studiare con lei.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pur essendo molto più tranquillo e sicuro di un tempo, i rapporti con le ragazze erano per lui un terreno ancora completamente inesplorato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’Astigmatico, che invece era decisamente a suo agio con l’altro sesso, aveva intuito qualcosa di questo problema e cercava assai discretamente di farlo familiarizzare con alcune sue amiche. Con la scusa di andare a visitare la mostra dell’azienda elettrica sui &lt;i&gt;Salvavita a resistenza progressiva&lt;/i&gt;, aveva organizzato diverse uscite in quattro, che effettivamente avevano portato alcuni progressi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mentre al primo appuntamento il miope aveva infatti finto di essere un sordomuto privo della milza per evitare ogni tipo di conversazione, verbale e non verbale, nei successivi incontri le cose erano andate meglio. Alle dodicesima visita, quando ormai gli addetti alla mostra li guardavano con sospetto, scambiandoli per spie dell’&lt;i&gt;Azienda municipalizzata del Gas&lt;/i&gt;, il miope aveva addirittura salutato entrambe le amiche con una lievissimo bacio sulle guance. L’Astigmatico era assai contento della piega che stavano prendendo gli eventi, ed era fiducioso che, nel breve volgere di un altro centinaio di giri per l’esposizione, avrebbe potuto lasciare l’amico da solo con una delle ragazze.&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Con la comparsa di AnnaPaolaMariaTeresa le cose erano però improvvisamente precipitate; il Miope non si sentiva assolutamente pronto ad affrontare da solo l’imprevisto appuntamento, tanto più che l’Astigmatico sarebbe stato lontano per due settimane, impegnato in esercitazioni dentro irraggiungibili grotte carsiche.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il pensiero di trovarsi da solo insieme a lei lo riempiva di una paura indicibile. Moltissime volte era stato sul punto di rinunciare all’appuntamento fissato, ma ogni volta il ricordo del suo viso mentre gli chiedeva di studiare insieme gli restituiva un po’ di coraggio.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;AnnaPaolaMariaTeresa era davvero una ragazza molto bella, con lunghi capelli ingegnosamente acconciati in terrazzamenti pensili che un complicato sistema di condutture irrigava continuamente di balsamo profumato alle rose. Nonostante la non comune bellezza, tale da far scomparire completamente Luisella e Mariella, era tuttavia molto schiva e timida. Durante le lezioni sedeva sempre in disparte, limitandosi a prendere appunti in silenzio e ad andar via subito dopo la fine, quando sua madre andava a prenderla a bordo di un lussuoso dragamine, sicuro indizio di una invidiabile posizione economica.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le parole scambiate in biblioteca con il Miope erano in assoluto le prime rivolte ad un altro studente, e di questo egli provava un grande orgoglio.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quella notte non aveva praticamente chiuso occhio, fantasticando di continuo sull’appuntamento del giorno dopo, con l’unico risultato di innervosirsi ancora di più.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La tensione aveva raggiunto l’apice intorno alle otto di mattina, quando attendeva l’autobus per l’università insieme ad un nutrito gruppo di altri studenti. Non aveva mai provato in vita sua una simile paura, neppure prima degli esami; eppure c’era in lui un sentimento di speranzosa attesa che non sentiva più da quando, a sette anni, aveva passato la notte della vigilia di Natale insonne, sperando di vedere Babbo Natale portargli il tronco di baobab che gli aveva chiesto come dono. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Fu così che, senza quasi rendersene conto, alle nove in punto si era trovato davanti alla biblioteca di facoltà. Nel varcare la porta era riuscito a mantenere un certo contegno e solo un lieve strato di sudore che sgorgava dalle ascelle fin sul pavimento, raggiungendo i venti centimetri di altezza, tradiva la sua agitazione. Preceduto dal lieve sciabordio del laghetto di sudore contro le gambe delle sedie, si era diretto verso il fondo della sala, ove AnnaPaolaMariaTeresa era solita fermarsi a studiare. Con un tuffo al cuore si era accorto che il suo posto era vuoto. Un misto atroce di sollievo e delusione lo aveva attraversato da capo a piedi, generando nel laghetto un’onda anomala che aveva travolto diversi studenti seduti sulle sedie più basse dell’aula. In preda a questi due stati d’animo contrastanti stava per andar via, quando si era sentito gentilmente sfiorare la spalla.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Scusami per il ritardo&lt;/i&gt;”— gli aveva detto AnnaPaolaMariaTeresa, bellissima in un elegante tailleur in neoprene sfoderato—“&lt;i&gt;a causa di uno sciopero delle macellerie il traffico è impazzito.&lt;/i&gt;”  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il miope non aveva trovato nulla di strano nella scusa, malgrado avesse sentito alla radio che lo sciopero era stato revocato in seguito ad un accordo tra il Governo ed i sindacati di settore, che liberalizzava la vendita della carne degli sciatori travolti da slavine.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’unica cosa che riusciva a vedere era la ragazza davanti a lui; tutto il resto era come scomparso dal suo campo visivo, come quando in un film copiato illegalmente da Internet l’immagine diventa grigio scuro e non si riesce a capire se la squadra delle forze speciali si salva dalla banda di agenti mono-mandatari divenuti zombies che ha invaso il loro perimetro difensivo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ciao, sono contento di vederti&lt;/i&gt;” era riuscito a dirle, graffiandosi la gola per lo sforzo “&lt;i&gt;accomodati pure&lt;/i&gt;”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;AnnaPaolaMariaTeresa aveva accettato l’invito e si era seduta, con movenze eleganti ed aggraziate, sulla sedia di fronte al miope.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per molti minuti erano rimasti senza parlare, in preda al più assoluto imbarazzo. Il Miope picchiettava nervosamente sul tavolo con la matita mentre AnnaPaolaMariaTeresa si lisciava continuamente i capelli, quel giorno acconciati in una graziosa siepe a forma di scolapasta.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era stata infine la studentessa a rompere il ghiaccio, con una brillante trovata.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ti ho portato la soluzione dell’esercizio di ieri&lt;/i&gt;” aveva detto al Miope che, assai sollevato, si era messo subito a guardarlo insieme a lei.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Con grande stupore, il Miope aveva scoperto che AnnaPaolaMariaTeresa possedeva un talento naturale nella realizzazione di barriere coralline, abilità che molti anni dopo le avrebbe fatto vincere quattro edizioni consecutive del prestigioso premio ‘Pesce Palla’.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Avevano passato in rassegna gli aspetti più complessi del difficile esercizio e molti dei dubbi del Miope erano stati magistralmente chiariti dalla sapienza della ragazza.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutti intenti ad inventare nuove ardite strutture coralline, non si erano resi conto che le tredici, orario in cui abitualmente AnnaPaolaMariaTeresa lasciava le aule per raggiungere sua madre, erano passate da un pezzo&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’idillio era stato bruscamente rotto poco dopo, quando in tutta la Biblioteca era risuonata una voce gelida.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;AnnaPaolaMariaTeresa, vieni via.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;i&gt;I—M—M—E—D—I—A—T—A—M—E—N—T—E&lt;/i&gt;” &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era sua madre, una elegantissima signora dalla postura talmente rigida da ricorrere ad un giroscopio per riuscire a voltare la testa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nel vederla AnnaPaolaMariaTeresa era divenuta pallida come un cadavere; aveva raccolto in tutta fretta le sue cose e le si era avviata dietro, senza nemmeno un cenno di saluto verso il Miope. Era talmente terrorizzata, mentre camminava seguendo l’austera genitrice ed un Pinzer Nano che quest’ultima portava in braccio, che il perfetto scolapasta nei suoi capelli si era disfatto. &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope era rimasto una volta ancora paralizzato sulla sedia, tanto che, all’orario di chiusura, gli inservienti avevano dovuto stavolta ricorrere ad un paranco per buttarlo fuori.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo l’episodio, per nove giorni AnnaPaolaMariaTeresa non si era fatta viva all’Università, evento che lo aveva gettato nella disperazione più cupa. Ogni mattina fissava incantato la porta di ingresso dell’aula, ben dopo l’inizio delle lezioni, sperando di veder comparire la meravigliosa testolina di AnnaPaolaMariaTeresa, agghindata in qualche nuova ed ardita acconciatura.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Col passare dei giorni la delusione si faceva però sempre più grande, ed il ricordo del sorriso della bella studentessa assomigliava sempre più ad un bel sogno ormai finito.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il corso di questi pensieri era stato bruscamente interrotto quando una donna vestita da cameriera lo aveva furtivamente avvicinato, consegnandogli un biglietto.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope era rimasto a lungo a fissarlo prima di leggerlo: si trattava di una breve lettera di AnnaPaolaMariaTeresa.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;i&gt;Ciao, vorrei scusarmi per quanto accaduto in Biblioteca. Mia madre non vuole che io frequenti ragazzi che lei non conosce, e per questo mi ha messo in punizione. E’ una donna molto severa, non mi consente nemmeno di lavarmi i denti con il triclorato di ammonio.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Domani potrò tornare a frequentare le lezioni e mi farebbe tanto piacere studiare di nuovo insieme, sempre che tu non sia arrabbiato. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Dovremo però fare molta attenzione a non farci scoprire, ho dovuto promettere tramite regolare atto notarile che non ci rivedremo mai più.”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il Miope aveva letto la lettera centosedici volte di fila, poi aveva respirato profondamente e la aveva riletta altre cinque volte al contrario. Infine la aveva tradotta in Armeno e Greco antico per sincerarsi che ci fosse scritto davvero quello che c’era scritto. Dopo sei ore di studio, era infine arrivato alla conclusione che AnnaPaolaMariaTeresa voleva incontrarlo. Una gioia immensa lo aveva avviluppato, il cuore aveva preso a battergli all’impazzata, i suoi globuli rossi si erano agitati fino ad occludere interamente un’arteria periferica, mentre le piastrine si erano disposte a formare uno scolapasta presso il ventricolo sinistro.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le ore che lo separavano dall’appuntamento del giorno dopo gli erano sembrate interminabili, ma finalmente il tanto atteso momento era arrivato. Si era presentato in Biblioteca con tre ore di anticipo, scegliendo il banchetto più nascosto di tutti, incastrato tra il distributore di gelati e la mietitrebbia, ove si era messo ad aspettare l’arrivo di AnnaPaolaMariaTeresa.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ella era arrivata in perfetto orario, ed era andata subito a sederglisi accanto, con un bellissimo sorriso. I suoi capelli quel giorno erano acconciati a forma di “Manuale del Geometra”. Il Miope non aveva mai visto niente di più bello. Questa volta l’imbarazzo nel vedersi era stato davvero minimo. Avevano ripreso subito a studiare nel punto ove erano stati interrotti, con il tacito accordo di non fare alcun cenno alla madre ed al suo stravagante comportamento.  &lt;/p&gt;</content><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/06/14-intermezzo.html' title='14 - Intermezzo'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=5552692143022082750' title='0 Commenti'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.testadipinguino.com/atom.xml' title='Posta i commenti'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/5552692143022082750'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/5552692143022082750'/><author><name>testadipinguino</name></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-6290479065688481981</id><published>2007-06-10T19:35:00.000+02:00</published><updated>2007-06-10T19:36:01.351+02:00</updated><title type='text'>13 - Albori</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Quattro mesi prima della resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;un’idea risolutiva. Chiamò a sé il capocarpentiere e gli chiese di costruirgli un bagno improvvisato sopra la passerella difesa dai merli. Questo lo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Tettoia stava compiendo il quarto giro attorno al parco, guardandosi attorno con fare circospetto. Temeva di essere seguito da Guildstern, ma quella di Guildstern era una lunghissima storia, e in quel momento non aveva tempo da perdere per badare a lui.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quel parco era il luogo prestabilito per l’appuntamento con il suo sconosciuto collega, un tale agente Cip, che era rimasto privo del suo compagno di missione. La voce romanzata che circolava alle macchinette del caffè della sede centrale di Londra era che l’agente Bebopalula era rimasto eroicamente vittima in uno scontro a fuoco contro nove uomini del controspionaggio italiano, fra i quali 3 ex ninja, 1 ex lottatore di wrestling e 2 giocatori di bridge tuttora in attività. Probabilmente la verità era lievemente diversa, ma da sempre le figure eroiche sono un esempio fondamentale per le nuove generazioni, per cui nessuno era interessato a come fossero realmente andate le cose.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’unica cosa importante era che, visto il peso strategico della missione Catarifrangente, l’agente Tettoia era stato immediatamente inviato in Italia a sostituirlo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In quel momento, da dietro una siepe stava sorridendo elegantemente, osservando le goffe movenze dell’agente Cip, mentre cercava di sfuggire alle percosse di un uomo in tuta da meccanico che lo malmenava utilizzando una chiave inglese del 23.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;A detta di tutti l’agente Tettoia era uno dei migliori agenti dei Servizi Segreti di Sua Maestà, e della cosa lui era ben consapevole, infatti era stato proprio lui a mettere in giro questa voce, vantandosi di missioni ai limiti del possibile. In particolare aveva messo in giro la voce che era stata opera sua la famosissima operazione Fronteretro. Tale missione, in realtà da lui inventata, era diventata ormai oggetto di insegnamento e caso di studio nella Reale Accademia di Spionaggio. Secondo la fandonia da lui stesso escogitata, con una brillantissima manomissione notturna di alcune cartine geografiche dislocate in posizioni strategiche, la Gran Bretagna si era impossessata delle isole Far Oer, della rete ferroviaria Norvegese e di una numerosissima mandria di mucche frisoni non marchiate, che in quel momento si trovavano al pascolo in Olanda, ignare di tutto.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Tettoia si era ovviamente assunto i meriti di quell’eroico blitz da lui stesso inventato, ed era stato insignito di numerose medaglie, tre delle quali poi regalate al contadino olandese padrone delle mucche, per comprare il suo silenzio ed evitare uno scandalo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nel frattempo dall’altra parte del parco pubblico, un enorme tizio barbuto in salopette blu, stava cercando di infilare l’agente Cip dentro una buca delle lettere (benché privo dell’apposito francobollo), coprendolo nel frattempo di terribili insulti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Tettoia rimase a spiare la scena e questa volta si lasciò andare a una sommessa risatina.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Pensò che una goliardata del genere era proprio quello che ci voleva per tirargli su il morale, visto che l’ultimo periodo professionale non gli aveva riservato grosse soddisfazioni. Qualcuno nelle alte sfere stava forse cercando di metterlo alla prova, non riusciva a spiegarsi in altro modo gli ultimi lavori che gli erano stati affidati.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Un mese prima era stato inviato urgentemente in Kamchatka, con l’incomprensibile incarico di difenderlo da un eventuale attacco da parte delle armate gialle dislocate in Jacuzia, pericolo che si era poi rivelato del tutto infondato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In seguito aveva trascorso due settimane lungo viale dei Giardini, con la bizzarra missione di impedire che qualcuno, travestito da fiasco di vino, passasse di lì cercando di vendere case per costruire alberghi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quando poi lo avevano spedito travestito da cavallo ad impedire uno scacco matto praticamente fatto, aveva finalmente capito che qualche burlone aveva deciso di sfruttarlo per vincere con l’inganno nei suoi giochi da tavolo preferiti.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Strinse il pugno violentemente, pensando che se solo avesse avuto fra le mani l’autore di quei tiri mancini…  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Però questa volta era stato destinato alla missione Catarifrangente, e questo era il segno di un ritorno alla normalità. Sorrise rilassato e attraversò il prato che lo separava dall’agente Cip.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dall’altra parte del parco, intanto, l’agente Cip si stava disperatamente arrampicando su un albero per sfuggire a un tipetto tarchiato in tuta blu che lo inseguiva con una motosega. Mentre si arrampicava si produceva in una serie di improperi che fecero fuggire le anziane signore scandalizzate per la sua blasfemia. In realtà non potevano sapere che l’oggetto dei suoi insulti non era il padreterno, ma la stramaledetta macchina chiamata C.R.I.S.T.O., che aveva generato una parola d’ordine delle sue per la procedura di contatto con l’agente che doveva sostituire il defunto Bebopalula.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il luogo prestabilito era l’ingresso del parco. Secondo le istruzioni ricevute, lì avrebbe trovato ad attenderlo un agente travestito da meccanico, al quale avrebbe dovuto presentarsi con la parola d’ordine “Dovrei restituirle il tanga di sua moglie”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questo non aveva reso indolore la sua ultima mezz’ora, trascorsa a sfuggire a nerboruti tizi in salopette che non avevano preso per nulla bene la frase con cui li aveva avvicinati.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Dopo alcuni minuti, il tizio in tuta blu e motosega abbandonò l’assedio, consentendogli di scendere dall’albero, ancora pesto e malconcio per i precedenti approcci.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ai piedi dell’albero trovò quell’uomo alto e imponente, ma tarchiato e tozzo, un uomo sottile e minuto ma al tempo stesso pingue e corpulento, con una folta chioma leonina sul cranio pelato e lucente, con una sontuosa barba sul viso perfettamente rasato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Insomma, un uomo indescrivibile e mimetico, una figura dalla fisionomia del tutto inafferrabile, che sfuggirebbe a qualsiasi identikit, a ogni identificazione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’uomo ideale per fare la spia, si disse… E proprio in quel momento quello parlò con una voce stentorea, appena udibile.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“La funzione primaria del naso non è quella di bisettrice della faccia.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Cip sobbalzò. Quella era la seconda metà della parola d’ordine generata dal C.R.I.S.T.O., impossibile sbagliarsi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lui balbettò: “Dovrei… Dovrei restituirle il tanga di sua moglie”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Sono lieto di fare la sua conoscenza, agente Cip. Mi preme farle notare che non è sempre indice di professionalità l’arrampicarsi sugli alberi con la giacca lacerata e il volto coperto di svariati lividi e tumefazioni. Mi permetta di suggerirle un atteggiamento più di basso profilo, forse meno eclatante, ma più profittevole al fine di non attirare l’attenzione dei passanti durante lo svolgimento di un’operazione segreta.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Cip trasalì… Riconobbe subito l’eloquio pomposo e sprezzante dell’odiato agente Tettoia che non aveva mai incontrato di persona, ma che gli era ben noto… Il famoso e borioso agente Tettoia, pieno di sé fino all’inverosimile.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Certo, era stato lui a condurre la missione Fronteretro, la magistrale operazione che gli avevano fatto addirittura studiare nel corso di ammissione, l’uomo citato ad esempio per tutte le nuove leve.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ciononostante, era talmente antipatico che aveva fatto pressioni sull’imbianchino da lui posto a capo dei servizi segreti per quella faccenda del Kamchatka, e per un altro paio di scherzetti in concomitanza con alcune serate fra amici passate attorno al Monopoli o agli scacchi. L’agente Cip deglutì rumorosamente, sudando copiosamente e vistosamente in imbarazzo.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ma… Secondo la procedura lei doveva essere… essere vestito da meccanico…”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Tettoia ridacchiò, inarcando le folte sopracciglia completamente glabre.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Non tergiverserei oltre su queste formalità burocratiche. Spesso l’attenersi rigidamente a schemi comportamentali predefiniti nuoce alla reattività mentale e limita la capacità di adattamento all’ambiente esterno, spesso mutevole e difficilmente inquadrabile.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In seguito, con un giro di parole, l’agente Tettoia fece capire all’agente Cip che potevano darsi del tu, e lo guidò sulla sua automobile, nella cui autoradio inserirono l’audiocassetta lasciata dall’agente Bebopalula prima di morire.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’auto in dotazione all’agente Tettoia era ricolma di congegni sperimentali dei servizi segreti, alcuni dei quali di dubbia utilità. Infatti quando l’agente Cip premette il tasto “play” dell’autoradio, un guantone da boxe venne proiettato da una molla fuori dal cruscotto e lo colpì in pieno volto. Dopo alcune difficoltà e parecchi tentativi a vuoto, finalmente la pressione sull’accendisigari e lo sblocco del freno a mano fecero partire l’autoradio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il messaggio era molto confuso, il rumore di fondo era un ronzio incomprensibile che sembrava la sovrapposizione fra il rombo di una volkswagen in folle, il beccheggio di un catamarano e la sigla di coda delle previsioni del tempo in prima serata del colonnello Tempestoni.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La voce era quella di una donna misteriosa che sembrava parlare da un apparecchio telefonico.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Catarifrangente è il nome in codice di un merlo indiano addestrato, il quale custodisce un segreto di vitale importanza per tutti noi. Dovete recuperarlo vivo e vegeto. Siete attesi all’albergo &lt;i&gt;il Crepaccio&lt;/i&gt;, dove troverete le istruzioni per rintracciare Catarifrangente. Mi raccomando, guardatevi dai Procioni e non approfittate del frigobar in camera addebitando la consumazione sul conto dei Servizi Segreti di Sua Maestà. Vi teniamo d’occhio”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il messaggio li lasciò sconcertati. L’agente Tettoia mise in moto e una scossa elettrica fece sobbalzare l’agente Cip, che valutò seriamente l’ipotesi di recarsi all’albergo su un comodo taxi privo di congegni diabolici.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Fortunatamente raggiunsero in fretta l’albergo &lt;i&gt;il Crepaccio&lt;/i&gt;, costruito ai margini di un precipizio in zona soggetta a bradisismi, fatto che ne faceva il luogo ideale per un tranquillo weekend lontano dalla folla. Il custode li accolse affilando la sua ascia e roteando gli occhi, poi li accompagnò alle loro stanze, consigliando vivamente di non mettere bagagli pesanti a nord, perché la faglia tettonica tendeva a cedere in quella direzione. Il custode era in realtà l’architetto che aveva progettato l’albergo. Subito dopo averne ultimato la costruzione era stato accusato di concorso esterno in arredamento di interni, per aver disposto la mobilia delle stanze esclusivamente su balconi, terrazze e cornicioni. Fu costretto a patteggiare e a riportare l’arredamento dentro le stanze, e la cosa lo rese particolarmente nervoso, irascibile e a tratti inquietante.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per quel motivo l’agente Tettoia si chiuse immediatamente a chiave nella sua stanza. A dire il vero non era solo per quello, ma anche per cercare di tenere alla larga Guildstern che in quel periodo si era fatto molto invadente.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Guildstern era comparso nella sua vita attorno ai 12 anni di età, era il suo amico immaginario, cosa che – lui credeva – capitava a tutti i ragazzini, no? Quando infine si era reso conto che non tutti i suoi compagni di scuola giocavano a ping-pong (per giunta perdendo regolarmente) con un amico immaginario, aveva capito che forse poteva sfruttare quella stranezza a suo favore. Fu così che alla visita per il servizio militare insistette per presentare allo psicologo il suo amico Guildstern. Lo strizzacervelli abbozzò un sorriso, sollevando appena gli occhi dal suo foglio e limitandosi a chiedere taglia e numero di scarpe di Guildstern per la sua uniforme. Così si era ritrovato in Irlanda del Nord a fare doppi turni di guardia, dato che Guildstern gli aveva giustamente fatto notare che in quel pasticcio ce lo aveva cacciato lui e quindi lui si doveva sorbire anche i suoi turni. Nemmeno il fatto che scarpe e divisa fossero di 4 misure troppo grandi per lui, smossero l’amico immaginario dalla sua decisione.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I rapporti fra loro si incrinarono profondamente quando Guildstern venne promosso caporale e lui invece rimase soldato semplice. Fu in quel momento che il suo amico immaginario si trasformò nel suo nemico immaginario, che lui cercava di evitare in tutti i modi.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era quello l’unico punto debole dell’inattaccabile agente Tettoia.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma questo nessuno lo sapeva.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E infatti nella stanza confinante l’agente Cip, oltre ai postumi di svariati traumi dovuti ai congegni dell’automobile sperimentale, stava ancora smaltendo il nervosismo e il senso di soggezione per il fatto di dover lavorare con l’odioso ma pur sempre leggendario agente Tettoia.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mentre passeggiava in cerchio pensando al da farsi, squillò il telefono. Si tolse la scarpa e rispose.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Pronto?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Prendi nota, figliolo, se mai dovessi presenziare a uno sbarco di alieni, cerca di non accoglierli in canottiera o con frasi contenenti la parola olomorfismo”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Papà? Sei tu? Come dici?”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Ci avevi mai pensato, ragazzo? Il Triceratopo forse non si sarebbe estinto se avesse avuto un pollice opponibile invece di un inutile naso corazzato”.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Poi il Penta-Lord James Anthony Fitzgerald Studebaker-Cottonsimmons-Abbot Senior riattaccò, lasciandolo completamente disorientato come suo solito.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’agente Cip, in preda allo sconforto, pensò che forse aveva sbagliato a entrare nei servizi segreti.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Forse poteva tornare a vivere con suo padre e mettersi a collezionare le paranoie che lui scartava o che non usava più.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;O forse poteva ricominciare a lavorare part-time come faceva ai tempi dell’università, quando per cercare di emanciparsi dal padre e non sentirsi un figlio di papà mantenuto, aveva lavorato come moribondo sostitutivo presso i maggiori ospedali di Londra.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Interveniva solo nei casi più drammatici in cui un giovane scompariva improvvisamente in fatalità imprevedibili e orripilanti tipo paracadute difettosi, pianoforti precipitati in strada, coccodrilli fuoriusciti dal water, eruzioni di tombini e analoghe sventure. In questi casi le famiglie difficilmente riuscivano ad accettare l’improvvisa morte del congiunto e a farsene una ragione, quindi lui, completamente fasciato e bendato in modo da essere irriconoscibile, impersonava il defunto, fingendosi ancora degente in qualche asettica sala di rianimazione.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Simulava perfettamente il coma durante il solo orario di visita, cosa che quindi lo impegnava per non più di due o tre ore al giorno, per la durata di un paio di settimane; di norma dopo questo lasso di tempo i famigliari si abituavano all’idea della tragedia, e lui poteva inscenare l’improvviso peggioramento e il decesso, venendo sostituito dal vero cadavere e terminando così il suo lavoro.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Aveva così scoperto che la maggioranza dei ricoverati nei reparti di rianimazione erano in realtà dei moribondi sostitutivi come lui. Spesso alla fine dell’orario di visita si rialzavano in 5 o 6, sbendandosi e rivestendosi, scambiandosi salaci battute a sfondo mortuario, esempio di humor nero tipicamente inglese.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ripensò con nostalgia a quel periodo, terminato solo a causa di un brutto raffreddore, che lo fece scoppiare in una raffica di 27 starnuti consecutivi e intrattenibili mentre la madre lo accudiva credendolo il figlio in coma per aver inavvertitamente ingoiato un termosifone. L’imprevedibile evento costrinse il primario di neurochirurgia a lobotomizzare d’urgenza la signora che gridava al miracolo per il risveglio del figlio, prima che potesse suscitare uno vespaio accorgendosi che quello non era suo figlio.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ovviamente lo licenziarono, ma chissà… Forse lo avrebbero ripreso a lavorare, magari anche come riserva o sostituzione temporanea.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mentre pensava a queste cose udì un rumore, ed una busta fece capolino sotto la porta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si alzò e fece per afferrarla, ma scomparì subito. Aprì immediatamente la porta e dall’altra parte c’era l’odioso agente Tettoia che stava già aprendo la busta.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Se mi è concesso puntualizzare, sottolineerei che non è l’ideale lasciare che una busta contenente istruzioni direttamente attinenti a un’operazione segreta rimanga troppo a lungo infilata sotto una porta, in quanto è universalmente noto che le buste infilate sotto le porte contengono sempre informazioni importanti e solitamente riservate, e che pertanto potrebbero attirare l’attenzione di occhi indiscreti.”&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Anche quella volta lo aveva umiliato.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/06/13-albori.html' title='13 - Albori'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=6290479065688481981' title='0 Commenti'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.testadipinguino.com/atom.xml' title='Posta i commenti'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/6290479065688481981'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/6290479065688481981'/><author><name>testadipinguino</name></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-7029902737298026242</id><published>2007-06-10T19:34:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T23:44:40.299+02:00</updated><title type='text'>12 - Anticipazione</title><content type='html'>Dieci mesi prima della resa dei conti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrampicato sullo scoglio di fronte alla baia che nemmeno il depuratore marino riusciva a deturpare fino in fondo, l'ex capitano di industria Ottonello Bolzoni soppesava la pietra legata al proprio collo. Era fermo in quella posizione da una settimana, incapace di muovere il passo che avrebbe posto fine ai suoi tormenti. Tanto che pur di rimandare la fatidica decisione fingeva di prestare attenzione a ciò che accadeva nella piccola insenatura in prossimità dell’enorme depuratore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione sulla spiaggia sembrava giunta ad uno stallo. Gli ambientalisti e i poliziotti stavano trattando con le televisioni locali per l'impostazione dei servizi giornalistici. Si era infatti in prossimità dell'atteso momento dello sgombero e da 48 ore circa i rappresentanti delle forze dell'ordine e dei manifestanti non riuscivano a trovare un accordo. Le riprese effettuate da destra erano in controluce e non consentivano ad alcune fra le ambientaliste più sexy di offrire alle telecamere il loro profilo migliore. D'altra parte le riprese effettuate da sinistra inquadravano solo marginalmente le scritte pubblicitarie sugli scudi antisommossa dei poliziotti, offerti dalla prestigiosa ditta “Ing. Soppalco ed Eredi”, e la cosa non era ovviamente accettabile. La mediazione venne resa ancor più difficile dalle divisioni interne fra i manifestanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Ambientalisti-Non-Violenti-Assolutamente-Non-Violenti, minacciavano di andarsene a manifestare altrove, se la frangia degli Ambientalisti-Non-Violenti-Ma-Tolleranti-La-Violenza-Altrui-Causata-Dalla-Polizia non si fosse subito dissociata dei Violenti-Aggregatisi-Agli-Ambientalisti-Tanto-Per Spaccare-Qualcosa. Come spesso capitava, l'ago della bilancia era rappresentato dagli Ambientalisti-Non-Volenti-Intolleranti-La-Violenza-Ma-Facili-Da-Provocare-Dopo-La-Terza-Birra, e soprattutto dai più numerosi, gli Ambientalisti-Non-Violenti-Ma-Se-Ci-Sono-Anche-I-Violenti-Il-Corteo-Fa-Più-Scena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le televisioni si sforzavano di promettere a tutti quanti adeguate inquadrature e almeno 35 secondi di audio ad ognuna delle parti, ma la trattativa sembrava ancora in alto mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ottonello guardava tutto con distacco, perchè i suoi pensieri correvano sempre alla bella Clotilde, e ai tempi andati della primavera...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Clotilde Candelabri quella sembrava proprio una normalissima giornata primaverile, del tutto routinaria. Aveva passato la tarda mattinata e il pomeriggio dedicandosi al giardinaggio, hobby che nella loro tenuta di 12000 metri quadri era decisamente impegnativo. Prima aveva potato Anodo e Catodo, i suoi 2 cipressi preferiti, con tutta la delicatezza di una madre, maneggiando cesoie, motosega e bazooka con estrema delicatezza. Poi era salita sul suo caterpillar personale e aveva dissodato l’aiuola dei ciclamini cercando di limitare al minimo indispensabile l’utilizzo delle mine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora stava maneggiando sapientemente il lanciafiamme per sagomare la siepe attorno alla cancellata della loro villa, cosa che la rilassava sempre, consentendole di perdersi nei suoi pensieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni tanto meditava sui bizzarri scherzi del destino che svolta dopo svolta l’avevano guidata fino all’imprevedibile e travolgente matrimonio con Ottonello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto di essere figlia di Ebenezer Candelabri, fondatore della omonima industria Candelabri produttrice di asciugamani in carta e accessori sanitari, non aveva minimamente influenzato la sua adolescenza e il suo periodo universitario, fatto salvo l’autista in marsina che la accompagnava a scuola tutti i giorni e la guardia del corpo che malmenava ogni docente che osasse attribuirle una valutazione inferiore all’eccellenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I suoi sogni e le sue ambizioni erano lontani anni luce dalla carriera imprenditoriale nell’ambito dei sanitari, motivo per cui si era iscritta al corso universitario di Discipline Artistiche, indirizzo “Sceneggiatura, Dizione e Avanti veloce”. La giovane Clotilde, dopo aver conquistato l’ammirazione dell’intero corpo docente per la sua rivoluzionaria tesi sulle “Nuove prospettive per le forme visive di narrativa dopo Tom &amp; Jerry”, decise di tuffarsi nell’avventuroso mondo dello spettacolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tentò prima con il cinema, e in un anno di notti insonni e immani sacrifici, riuscì a girare un film di esordio autoprodotto eccezionale. Sfortunatamente, essendo lei una giovane regista sconosciuta, le case di distribuzione fecero uscire il film a ferragosto. Il titolo del film, che per una sventurata coincidenza era “Chiusura estiva”, fece sì che la prima andasse completamente deserta. Il disastroso esordio fece sparire immediatamente il film dalle sale, e l’insuccesso la gettò in una terribile depressione che la costrinse a entrare in analisi dal professor Klutzer, luminare svizzero seguace delle tecniche di ipnosi di Freud e della marcatura a uomo di Beckenbauer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il professor Klutzer la sottopose a una terapia innovativa che consisteva nel sedersi ogni sei ore a fissare l’oblò della lavatrice dopo avervi chiuso un gatto con una parrucca ottocentesca, due foto di Martin Scorsese ed aver azionato il programma “centrifuga forte per colorati stingenti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattamento ebbe successo e Clotilde si riprese, decisa più che mai a ritentare la strada dell’arte. Questa volta provò con la regia teatrale, ed ebbe l’onore di poter mettere in scena la sua opera alla Scala di Milano, ancora piena di impalcature ed aperta appositamente per lei. Purtroppo però, il dramma in 3 atti da lei scritto e diretto, dall’ambiguo titolo “Lavori di ristrutturazione", fu un altro clamoroso fallimento e la prima andò nuovamente deserta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tracollo fu vistoso e il secondo ciclo di trattamenti del professor Klutzer fu ancora più intensivo. Esso prevedeva due sessioni quotidiane di biliardo ermetico. Ogni volta che la nove finiva in buca d’angolo Clotilde doveva recitare una poesia a scelta di Ungaretti, ad eccezione di “Soldati”, recitabile esclusivamente se la palla numero sette colpiva la palla numero quattro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clotilde si riprese faticosamente e gettò ogni residua stilla di energia in quella che sarebbe stata la sua ultima chance; le affidarono l’organizzazione di un grandioso musical itinerante. Lo spettacolo aveva tutte le carte in regola per sfondare, ma sfortunatamente esordì in India in piena stagione monsonica, e il titolo "Sospeso per pioggia" venne nuovamente frainteso e causò il record negativo di pubblico degli ultimi 12 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’arresto del professor Klutzer, in realtà un ferroviere di Zurigo ricercato per il furto di sei vagoni del Bernina Express, salvò la giovane Clotilde da un nuovo ciclo di terapie illegali. Fu così costretta ad accettare la realtà e a ripiegare sulla conduzione dell’industria lasciatale in eredità dal padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clotilde sorrise, pensando che ormai nulla di tutto ciò era più importante, da quando Ottonello era al suo fianco. Diede un ultimo colpo di lanciafiamme alla siepe e si fermò ad osservare il marito che cercava con bonaria pazienza di insegnare alla loro pianta di ficus una canzone tipica lussemburghese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ottonello era di ottimo umore. Era così di buon umore che aveva appena promosso il fedele Antonazzi dal grado di foca a quello di foca monaca, garantendogli così una carriera davvero fulminante, se si pensava che solo pochi anni prima era un misero campione di salto in alto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonazzi se lo meritava, aveva appena brevettato un congegno che avrebbe rivoluzionato il mercato degli accessori sanitari per giovani e dinamiche aziende. L’ispirazione era arrivata dall’ultimo rapporto Istat sull’analisi della produttività dei dipendenti. In particolare una equipe di luminari aveva dimostrato che il maggior fattore di tensione sul posto di lavoro era causato dall’angoscia legata al doversi recare in bagno. Il peggior incubo di un lavoratore che si recava al bagno era costituito dal pericolo di emettere rumori sgradevoli che potessero essere uditi dai colleghi di ufficio, coprendolo di vergogna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni d’oro dell’industria italiana, per ovviare al problema i dirigenti erano soliti intonare canzonette nostalgiche del ventennio fascista; gli operai invece cantavano a squarciagola l’internazionale socialista e bandiera rossa. L’evoluzione dei processi industriali e il progressivo spostamento della domanda dai beni di consumo ai servizi, portarono alla formazione di una predominante classe media impiegatizia, priva di valori sociali e di fede politica incerta, che al bagno era solita cantare i successi dei Ricchi e Poveri, politicamente neutri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo condusse all’introduzione delle recenti norme in fatto di par condicio sul luogo di lavoro, norme che avevano tassativamente vietato ogni tipo manifestazione canora a sfondo politico nei bagni, e avevano proclamato la pena di morte per chi fosse sorpreso a cantare successi dei Ricchi e Poveri al di fuori delle mura domestiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giro di vite legislativo fece sì che tutti, indipendentemente dall’inquadramento, avessero come unico modo di nascondere gli eventuali rumori compromettenti, quello di azionare in continuazione lo sciacquone durante la permanenza ai servizi, causando un consumo idrico incalcolabile per tutte le maggiori aziende italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco che l’Antonazzi aveva pescato il coniglio dal cilindro: il sistema “Niagara”, un altoparlante collegato alla tavoletta del water, che emetteva rumore di sciacquone a tutto volume appena qualcuno di sedeva sulla tazza, coprendo ogni possibile rumore molesto (esclusi quelli non convenzionali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia del brevetto, ricevuta per telefono dallo stesso Antonazzi, aveva rasserenato Ottonello, nonostante il pomeriggio non fosse stato dei più facili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aveva infatti ricevuto la visita di suo figlio Ma-Nuele. Lo aveva fatto accomodare in salotto e gli aveva offerto cortesemente da bere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Vuoi una birra, figliolo?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non posso.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E perché mai?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sono alcolizzato, papà, ricordi?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ah, quello…” – Ottonello Bolzoni era sempre nervoso in presenza dei figli, e spesso incorreva in gaffes imbarazzanti. Il figlio era diventato alcolizzato a sei anni in seguito a una rarissima forma di intossicazione da Tavernello, dalla quale non era più uscito completamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Che ti succede, figliolo? Ti vedo agitato.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho preso una multa, non ci voleva.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma-Nuele cercò di cambiare discorso. Era stata una vicenda piuttosto fastidiosa. Aveva preso un panzerotto per pranzo, presso la panetteria di Osvaldo, famoso nel quartiere per le sue ricette innovative e per non aver mai appreso l’uso del registratore di cassa. Subito dopo aver mangiato era uscito dalla panetteria, dove aveva incrociato un solerte agente della Guardia di Finanza in vena di contravvenzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il finanziere gli chiese di esibirgli lo scontrino per ciò che aveva acquistato nella panetteria. Ma-Nuele negò di aver comprato alcunché, ma l’altro si diceva sicuro di averlo visto mangiare un panzerotto oltre la vetrina. E di averlo fatto anche con una certa ingordigia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma lei non può dimostrarlo” – aveva sorriso Ma-Nuele, sicuro che quello avrebbe posto fine alla fastidiosa ingerenza dell’uomo, e invece il puntiglioso finanziere diede vita a uno spettacolare colpo di scena, estraendo dalla divisa un regolare mandato di perquisizione del suo tratto esofageo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ispezione del piloro, il ritrovamento di tracce di mozzarella, pomodoro e poliuretano espanso, riconducibili all’inconfondibile ricetta dei panzerotti di Osvaldo, lo incastrarono. La susseguente contravvenzione lo aveva messo di pessimo umore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma-Nuele aveva così deciso di passare a fare visita al padre, per cercare di infastidirlo e deprimerlo, cosa che lo metteva sempre di buon umore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quella sera il sorriso del padre sembrava inscalfibile. Da quando si era risposato con Clotilde, era improvvisamente diventato allegro e sereno, e la cosa non gli andava affatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già, Clotilde. Ma-Nuele la stava fissando mentre lei saltellava per il soggiorno come impazzita, chiedendosi che diavolo avesse da festeggiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho vinto! Ho vinto!” – continuava a ripetere Clotilde saltellando dappertutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Che succede, cara?” – Ottonello, sorridente le si fece incontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La donna spiegò confusamente al marito ciò che era accaduto: anche quella sera, come tutti i giorni, stava assistendo alla sua trasmissione preferita, le previsioni del tempo in prima serata del colonnello Tempestoni, e dopo tanto tempo aveva tentato la fortuna al gioco telefonico in cui Tempestoni invitava il pubblico da casa a indovinare il logaritmo in base neperiana della percentuale di umidità relativa prevista per il giorno dopo a Conegliano Veneto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Clotilde aveva sentito il telefono che squillava dall’altra parte, e subito dopo la voce profonda del colonnello in persona che chiedeva il più classico e televisivo dei “Ciao, chi sei? Da dove chiami? Hai delle quaglie?”, le era sembrato tutto un sogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In piena trance, senza rendersi conto di ciò che le stava capitando, aveva risposto del tutto a caso alla domanda: “4,673 periodico.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clotilde terminò il suo racconto tutto a fatica, ancora trafelata per l’emozione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E cosa hai vinto, cara?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei esitò… In effetti nella concitazione del momento, lo shock per l’emozione provata era stata tale che non ricordava assolutamente in cosa consistesse il premio. Ricordava solo che glielo avrebbero recapitato entro 3 mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in quel momento suonarono insistentemente alla porta. Clotilde corse ad aprire. Un uomo pallidissimo e con la bocca spalancata le si parò di fronte. Reggeva in braccio un barboncino bianco bellissimo nella sua perfetta permanente vaporosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clotilde abbracciò il barboncino, e l’uomo si voltò immediatamente, allontanandosi barcollando. Aveva un coltello da cucina piantato nella schiena, ma questo non attirò l’attenzione dell’allegra famigliola intenta a festeggiare l’arrivo del barboncino, giustamente accolto come il premio del gioco televisivo del colonnello Tempestoni, in enorme anticipo rispetto alle previsioni di consegna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo risalì a fatica sul suo furgone nero e mise in moto, fece una curva e poi crollò esanime sul volante, sbandando e finendo la propria corsa contro un albero a lato strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il simpatico cagnolino corse nel giardino e si piazzò esattamente a metà strada fra i due cipressi Anodo e Catodo, guardandoli indeciso, forse per scegliere il primo territorio da segnare nella sua nuova casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quel momento, nonostante il cielo completamente privo di nuvole, un fulmine si abbatté su Anodo e Catodo, producendo un arco voltaico spettacolare fra le cime dei 2 cipressi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clotilde provò un brivido freddo, quel piccolo incidente sembrava voler preannunciare sventure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ottonello invece osservò affascinato l’arco voltaico e chinandosi sul barboncino fra i due cadaveri fumanti di Anodo e Catodo, lo sollevò e proclamò con voce solenne: “Tu ti chiamerai Elettroforesi!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Clotilde sentì un sobbalzo al cuore. Le previsioni di Piera si stavano avverando, un misto di terrore e di eccitazione le fece tremare la voce mentre sorridendo cercava di sdrammatizzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ottonello, ti ho… ti ho mai raccontato di quella volta che… che mio zio è stato denunciato per il dirottamento di un tram?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ottonello corse ridendo ad abbracciarla, ma questa volta fra loro non c’era solo spensierata ilarità, ma anche un inquietante barboncino. E come se non bastasse alle loro spalle, sulla soglia della casa, c’era Ma-Nuele che li fissava pieno di livore; rimase a guardarli torvo per lunghissimi istanti, finché la consueta apertura serale della soprastante diga Enel delle 19.13, lo trascinò via scaraventandolo nella siepe potata di fresco.</content><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.testadipinguino.com/2007/06/12-anticipazione.html' title='12 - Anticipazione'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8829231604370391627&amp;postID=7029902737298026242' title='0 Commenti'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.testadipinguino.com/atom.xml' title='Posta i commenti'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/7029902737298026242'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8829231604370391627/posts/default/7029902737298026242'/><author><name>testadipinguino</name></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8829231604370391627.post-3931641071983946531</id><published>2007-06-10T19:00:00.000+02:00</published><updated>2007-06-10T19:05:35.464+02:00</updated><title type='text'>11 - Genesi</title><content type='html'>&lt;p style="margin-bottom: 0cm; widows: 0; orphans: 0;" align="center" lang="it-IT"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;Molti molti anni prima della resa dei conti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;" lang="it-IT"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt;I suoi uomini non riuscivano ad organizzarsi e spesso si ostacolavano. Per fortuna al comandante venne&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il contrammiraglio logaritmico Megabyte stava compiendo il suo consueto giro d’ispezione mattutina nella base della Legione Forestale Anfibia. Dopo una lunga ed onorata carriera nei marines, da dieci anni era al comando di questa nuova unità d’elite, voluta fortemente dallo stato maggiore italiano dopo alcuni tragici fallimenti dei propri reparti di punta, culminati nell’incresciosa vicenda delle patate pentagonali. Si trattava di un ardito esperimento agricolo compiuto da un contadino semianalfabeta ed alcolizzato nei primi anni ottanta in provincia di Catanzaro. Stanco delle solite patate dalla forma completamente irregolare, questi si era messo in testa di coltivare tuberi aventi esattamente cinque lati, che sarebbero stati assai più semplici da sbucciare e tagliare, per la gioia di massaie e casalinghe. Dopo alcuni anni di tentativi infruttuosi, era finalmente riuscito ad ottenere un buon risultato impiegando degli speciali stampi ricavati dallo sterco dei maiali. Era arrivato alla soluzione in modo completamente casuale, una notte che si era ritirato a casa talmente ubriaco da scambiare la gabbia dei maiali per la sua camera da letto. Al risveglio si era ritrovato ricoperto di vario materiale di origine organica, tra cui un mirabile pentagono che, indurito e stemperato dal sole, si presentava come lo stampo perfetto. Per diversi giorni era ritornato trepidante nella gabbia dei maiali sperando di ottenere altri stampi, ma il miracolo non si ripeté. Dopo un mese di vana attesa aveva quasi deciso di rinunciare, quando gli venne un’intuizione geniale: i maiali non gli davano altri pentagoni perché non avevano nessuna istruzione. Ingaggiò lo stesso giorno il professore di matematica del vicino istituto tecnico che, per tre intere settimane, ogni pomeriggio insegnò ai maiali le basi della geometria euclidea. Il costo dell’operazione fu alto, ma venne ripagato dalla produzione in serie di perfetti stampi nel giro di pochi mesi.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Al successivo raccolto il contadino poté così vendere le patate di nuova concezione nei mercati locali, ed il successo fu così grande che ben prestò dovette quadruplicare la produzione annua, rifornendo anche molti dei supermercati della zona. Purtroppo per lui, l’interesse per le patate pentagonali andava ben oltre l’aspetto alimentare. L’insolita forma di tali tuberi, aventi tutti la stessa dimensione, insinuò infatti il sospetto che ci potesse essere qualcosa di sovrannaturale dietro la loro comparsa. Malgrado il contadino si affannasse a ribadire che il merito era tutto dei maiali, dimenticandosi del tutto del professore di matematica, verso il quale provava segretamente invidia ed astio a causa della sua aria di saputello, la gente vedeva negli ortaggi l’annuncio di una nuova era di pace e prosperità. Grazie al passaparola esse si diffusero rapidamente ed assursero in breve a simbolo di speranza e riscatto sociale. La fede nelle patate ben presto distolse molta gente dalle normali occupazioni: i consumi crollarono, l’assenteismo dagli uffici aumentò esponenzialmente e persino soap-operas e reality-show in tutto il circondario del catanzarese registrarono indici di gradimento in caduta libera. In alcune scuole ed uffici comunali si arrivò persino a sostituire il crocifisso con la patata pentagonale. La situazione era potenzialmente esplosiva: se il culto della patata si fosse esteso oltre i limitati confini della loro zona di produzione, si sarebbe rischiato un nuovo ordine nel quale i poteri consolidati non avrebbero più contato nulla. Da sempre, tuttavia, il primo interesse del potere è quello di preservarsi all’infinito e per questo il Parlamento istituì nella massima segretezza un’unità di crisi formata da ministri, produttori tv, iscritti alla massoneria e piloti di mongolfiere che avrebbe dovuto seguire l’evolversi della vicenda con la massima attenzione. Malgrado molti sforzi, la situazione sfuggì tuttavia al loro controllo ed il culto della patata continuò a diffondersi incontrollatamente, fin quando non rimase alternativa che un intervento radicale. La prassi in casi simili voleva che le autorità centrali subappaltassero il lavoro alla malavita locale, che avrebbe potuto risolvere il tutto in modo assai discreto e privo di clamore. Per l’occasione si decise tuttavia di procedere in modo diverso, sfruttando l’evento come una formidabile promozione per le forze armate, da tempo in crisi di popolarità e soprattutto di finanziamenti. Venne stabilito di ingaggiare una banda di cento ex analisti-programmatori, rimasti disoccupati dopo il crollo della new-economy che, travestiti da terroristi di una non meglio precisata organizzazione eversiva, avrebbero dovuto inscenare un tentativo di invasione dell’Italia. In base al piano essi sarebbero dovuti sbarcare sulle coste del tirreno a bordo di pedalò corazzati per poi risalire verso l’interno distruggendo tutto quanto incontrato lungo il cammino. Proprio quando la marcia li avrebbe condotti senza nessuna resistenza a transitare per il campo del contadino, sarebbero entrati in scena in una mirabile &lt;span style="text-decoration: none;"&gt;azione congiunta i reparti speciali di esercito e marina &lt;/span&gt;che, in diretta televisiva a reti unificate, avrebbero salvato la penisola da questa terrificante minaccia, annientando il poderoso esercito nemico. Incidentalmente, durante la battaglia tutte le piante di patate sarebbero state spazzate via da un micidiale composto sperimentale di napalm, nitroglicerina e sughi pronti al pesto che avrebbe reso il terreno sterile per centinaia di anni, cancellando per sempre il culto della patata a cinque lati.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutto era stato pianificato nei minimi dettagli: nessuno si sarebbe fatto davvero male ma, nella malaugurata ipotesi, le famiglie dei caduti avrebbero ricevuto come risarcimento uno sconto vitalizio del 5% su tutte le telefonate intercontinentali, gentilmente offerto dalla società di telecomunicazioni principale sponsor dell’evento. Tutta l’operazione era stata pianificata nel più piccolo dettaglio. Si era pensato finanche ai maiali, che sarebbero stati destinati ad un campo di lavoro e rieducazione ove avrebbero dimenticato tutte le nozioni apprese di geometria, per tornare a dedicarsi con il consueto entusiasmo alla produzione di salsicce e cotechini.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L’operazione iniziò sotto i migliori auspici, i pedalò raggiunsero la costa senza intoppi e la marcia iniziò spedita. Proprio quando i finti invasori erano a pochi chilometri dall’obiettivo, accadde però l’imponderabile. Tra gli analisti programmatori scoppiò una furibonda lite, generata da una banale discussione su chi fosse il più bravo a scrivere software di briscola elettronica. Dalle parole si passò ben presto ai fatti ed iniziò così un’indecorosa rissa che tenne impegnato il gruppo per diverse ore, facendo passare la missione vera e propria in secondo piano.&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ignari dell’accaduto, all’ora stabilita i reparti speciali entrarono regolarmente in azione, riversando una potenza di fuoco terrificante sulle ignare e disarmate patate, che caddero senza riuscire ad organizzare alcuna resistenza significativa. In base ai dati delle diverse società di rilevazione, una percentuale oscillante tra il 73 ed il 91 per cento dei telespettatori poté assistere in prime-time alla strage dei tuberi, evento che provocò una colossale ondata di sdegno e proteste anche di natura legale. Pur avendo debellato la minaccia delle patate, l’esercitò uscì dalla vicenda in pezzi. Tutto lo Stato Maggiore venne degradato, i reparti speciali vennero sciolti, mentre gli analisti programmatori vennero assunti in blocco da una primaria società di consulenza, che li licenziò dopo una sola settimana a causa di un repentino ed imprevedibile mutamento del mercato.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Fu proprio dopo quei terribili giorni che la Legione Forestale Anfibia vide la luce, affidata alle sapienti mani del contrammiraglio &lt;i&gt;Megabyte&lt;/i&gt;, strappato ai marines in cambio della torre di Pisa più svariati milioni di Euro. Grazie alla sua condotta inflessibile ed autoritaria, la Legione si guadagnò sul campo fama e rispetto, tanto che divenne uno dei migliori corpi d’elite del mondo, qualificandosi spesso per il prestigiosissimo campionato mondiale delle teste di cuoio.  &lt;/p&gt; &lt;p style="margin-